Sanità, “Ali di Vibonesità” attacca i sindaci: silenzio sull’Emodinamica h24

L’associazione critica la Conferenza dei sindaci e chiede maggiore incisività nella gestione delle emergenze ospedaliere e della medicina territoriale

La realizzazione della Sala di Emodinamica h24 al presidio ospedaliero “G. Jazzolino” continua a essere al centro delle richieste di maggiore attenzione rivolte alle istituzioni. “Ali di Vibonesità” rilancia la propria posizione sulla vicenda e denuncia una situazione che, a suo giudizio, “non può essere affrontata con ulteriori rinvii o con il solo confronto politico”. L’associazione riferisce inoltre di un “crescente malcontento tra i cittadini” e della possibilità di una “mobilitazione per chiedere interventi concreti sul sistema sanitario provinciale”. L’eventuale protesta, secondo il gruppo, dovrebbe rappresentare un “modo per riportare al centro dell’attenzione il diritto alla salute e le difficoltà quotidiane vissute dalla popolazione”.

Nel mirino la Conferenza dei sindaci

“Ali di Vibonesità” concentra quindi l’attenzione sulla Conferenza dei sindaci della provincia di Vibo Valentia, chiedendosi “quale sia oggi il peso effettivo dell’organismo nella programmazione della sanità territoriale”. Secondo l’associazione, la partecipazione alle assemblee e la capacità di incidere sulle principali emergenze del territorio “non sono state all’altezza della situazione”. Una critica che riguarda, in particolare, la “gestione delle problematiche degli ospedali e della medicina territoriale”. Per “Ali di Vibonesità”, presidente della Conferenza dei sindaci, Comitato ristretto e Assemblea dovrebbero assumere un “ruolo più incisivo e adottare una strategia orientata alla concretezza”.

La protesta con le fasce tricolori

Tra le iniziative proposte dall’associazione c’è stata anche quella di “invitare i sindaci a recarsi a Palazzo Rizzuto, in segno di protesta contro la gestione della sanità regionale, per consegnare le fasce tricolori al prefetto Anna Aurora Colosimo”. Una proposta che, secondo “Ali di Vibonesità”, “non ha ricevuto riscontri”. L’associazione denuncia quindi quello che definisce un “silenzio” da parte dei primi cittadini, chiamati invece a “prendere posizione sulle criticità del sistema sanitario”. Rivolte inoltre critiche alla politica regionale e, in particolare, al presidente della Regione Roberto Occhiuto e alle scelte adottate in materia sanitaria.

L’Asp e il nodo della nuova direzione

Un altro capitolo riguarda l’Asp di Vibo Valentia. “Ali di Vibonesità” esprime “preoccupazione” per le prospettive del sistema sanitario provinciale, soprattutto sul fronte degli organici e dell’organizzazione dei servizi. L’associazione richiama anche le indiscrezioni relative alla “prossima nomina del direttore generale dell’Asp e all’eventuale ritorno di un ex dirigente ai vertici dell’Azienda sanitaria”. Una “voce sulla quale al momento non vengono forniti ulteriori elementi”.

“Serve una mobilitazione”

È proprio sulla necessità di una “risposta dal territorio” che si concentra la parte finale della nota. “Ali di Vibonesità” afferma di “guardare con attenzione” alla “possibile organizzazione di una mobilitazione popolare”, ritenendo che i cittadini “possano far sentire la propria voce sulle scelte che riguardano l’emergenza sanitaria”. L’associazione arriva a ipotizzare anche una “forte presa di posizione nei confronti dei sindaci”, fino alla “richiesta di dimissioni qualora venisse ritenuta evidente una loro incapacità di incidere sui problemi della sanità territoriale”. La questione della Sala di Emodinamica h24 allo “Jazzolino” diventa così, nelle parole di “Ali di Vibonesità”, il “simbolo di una protesta più ampia: quella di un territorio che chiede risposte concrete e un maggiore impegno istituzionale sulla tutela della salute”.

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