Il Gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale attacca il presidente e commissario ad acta per la Sanità, Roberto Occhiuto, partendo dai numeri del Rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, presentato ieri alla Camera dei deputati. Per i dem i dati “inchiodano” il governatore alle sue responsabilità politiche e istituzionali.
Fondi e Lea
Nel 2025 alla Calabria è stato assegnato un riparto del Fondo sanitario nazionale di 2.223 euro pro capite, sopra la media nazionale di 2.218. “Nonostante questo – ricorda il Pd – la regione è ultima in Italia per i Livelli essenziali di assistenza, con 189 punti su 300 nel monitoraggio 2024, ed è l’unica insufficiente nell’assistenza distrettuale e territoriale, con 52 punti a fronte di una soglia minima di 60”. Secondo il gruppo, le risorse “non si traducono in servizi reali”, e “la situazione vissuta dai cittadini è ben diversa da quella raccontata nei reel social del presidente, commissario per la Sanità da cinque anni”.
Personale, mobilità e dializzati
Il Pd cita poi l’aspettativa di vita, “ferma a 82,9 anni, sotto la media nazionale, e il personale sanitario, fermo a 10,4 unità ogni mille abitanti contro le 12,1 della media italiana. Quanto alla mobilità sanitaria, nel 2023 la Calabria ha registrato un saldo negativo di 326,9 milioni di euro: soldi che escono dalla regione perché i calabresi emigrano per curarsi, pagando di tasca propria viaggi e soggiorni, mentre chi non può permetterselo rinuncia alle cure”. Tra i casi concreti il Pd ricorda quello dei trenta dializzati “impropri” di Reggio Calabria, che da mesi vagano o ottengono turni aggiuntivi notturni in ospedale, tra le 22 e le 2 del mattino.
L’attacco e le richieste
I dem accusano Occhiuto di girare l’Italia e le trasmissioni televisive per presentare il suo libro e favorire la propria “scalata politica personale”, definendo una “propaganda intollerabile” la descrizione della Calabria come “laboratorio” per il Paese. Lo invitano a “spegnere lo smartphone, scendere dai palchi e frequentare pronto soccorso, aree interne e presidi territoriali”. Il Pd chiede un “piano straordinario per le assunzioni, misure strutturali per trattenere i medici, l’abbattimento delle liste d’attesa e la garanzia dell’assistenza di prossimità”, e assicura che continuerà a “denunciare quello che definisce un fallimento politico e amministrativo. Il presidente – concludono – deve assumersi la piena e totale responsabilità di questo disastro sanitario”.



