San Gregorio d’Ippona, operai della nettezza urbana senza stipendio: il Comune non paga la ditta per il Durc, il sindacato chiede il pagamento diretto

Da agosto gli addetti al servizio attendono le retribuzioni. L’Untia diffida il Comune e richiama il potere sostitutivo previsto dal Codice degli appalti: i lavoratori non possono pagare le conseguenze dei problemi dell’impresa

È una situazione che rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale e di servizio quella che riguarda i lavoratori impegnati nella nettezza urbana a San Gregorio d’Ippona. Gli operai non hanno ancora ricevuto la retribuzione relativa al mese di agosto  e, con il passare dei giorni, si aggiunge anche la mensilità di settembre. Una situazione che il sindacato Untia, con il coordinatore provinciale Vincenzo Comito, ha deciso di portare formalmente all’attenzione dell’amministrazione comunale, chiedendo un intervento immediato.

Il nodo, secondo quanto denunciato dall’organizzazione sindacale, nasce dalla posizione della società appaltatrice, la CFV Monteporo Soc. Coop., alla quale il Comune non può corrispondere i canoni del servizio in assenza della regolarità contributiva attestata dal Durc. Ma per il sindacato questo non può diventare un ostacolo insuperabile per chi ogni giorno svolge il servizio e attende semplicemente il proprio salario.

Il sindacato: il Comune può pagare direttamente i lavoratori

La questione è contenuta anche in una formale richiesta dell’Untia indirizzata al Comune di San Gregorio d’Ippona. In un primo documento, datato 16 settembre, il sindacato aveva già chiesto l’attivazione dell’intervento sostitutivo previsto dal nuovo Codice degli appalti, proprio per consentire il pagamento diretto delle retribuzioni arretrate ai lavoratori. Il secondo atto, datato 7 ottobre, assume invece i toni della diffida e della messa in mora. L’organizzazione sindacale sostiene che la precedente richiesta di attivazione del potere sostitutivo, trasmessa via Pec il 16 settembre, sia rimasta senza riscontro. Per questo viene chiesto al Comune di procedere al pagamento diretto delle somme dovute ai lavoratori per la mensilità di agosto.

Il riferimento normativo richiamato dall’Untia è l’articolo 11, comma 6, del decreto legislativo 36/2023, oltre all’articolo 1676 del Codice civile. Secondo la ricostruzione contenuta nell’atto sindacale, il Comune, in qualità di ente committente, risulta debitore nei confronti dell’impresa appaltatrice dei canoni relativi al servizio, mentre i lavoratori risultano creditori delle proprie retribuzioni.

Non possono pagare i lavoratori i problemi della ditta

È questo il punto sul quale il sindacato intende concentrare la propria iniziativa. Se la società appaltatrice presenta una irregolarità contributiva che impedisce al Comune di procedere regolarmente al pagamento, sostiene l’Untia, l’amministrazione dovrebbe utilizzare gli strumenti previsti dalla normativa per garantire comunque ai lavoratori il pagamento delle spettanze.

Nella diffida del 7 ottobre viene intimato al Comune di San Gregorio d’Ippona di attivarsi entro sette giorni dalla ricezione dell’atto, procedendo al pagamento diretto delle retribuzioni arretrate relative ad agosto 2026. Trascorso inutilmente tale termine, il sindacato annuncia il possibile ricorso all’autorità giudiziaria per verificare l’eventuale illegittimità del comportamento dell’amministrazione.

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