Sanità in Calabria, la denuncia di Cosimo Limardo: “Mancano medici e la gente muore, le istituzioni ignorano i nostri appelli”

Il presidente dell'Associazione "Don Gnocchi - Voglia di vivere" punta il dito contro il ministro Schillaci, il governatore Occhiuto e il commissario Asp Sestito: “Liste d'attesa interminabili e pronto soccorso al collasso, costretti a curarsi al Nord facendo i finanziamenti”

“La Calabria sta morendo!”. Inizia così la lettera aperta indirizzata al ministro della Salute Orazio Schillaci, al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e al commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia, Angelo Vittorio Sestito. A firmarla è Cosimo Limardo, presidente dell’Associazione “Don Gnocchi – Voglia di vivere” e vice presidente e segretario nazionale del dipartimento diversamente abili del partito Unione Nazionale Italiana.

Al centro della denuncia c’è la drammatica carenza di personale sanitario sul territorio: “Negli ospedali calabresi c’è carenza medici, come quelli di base e di guardia medica”. Una situazione che, secondo Limardo, ha già portato a conseguenze tragiche: “Con le riforme fatte la gente muore lentamente, come è successo che un signore è morto per mancanza di guardia medica”.

Istituzioni assenti

Limardo contesta apertamente il silenzio delle istituzioni: “Non è la prima volta che io scrivo sia a lei e non ha mai risposto, al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e neanche lui risponde, al commissario dell’Asp di Vibo Valentia: scopriamo che le lettere e le pec che gli arrivano li cestina facendo finta di nulla”. La critica prosegue rimarcando come la popolazione abbia “diritto di curarsi”, ma che i vertici politici e sanitari “se ne fregano di tutti noi”.

La lettera fotografa poi le profonde storture del sistema delle liste d’attesa e dell’accesso alle cure: “La popolazione ha lunghe attese per le visite, se si fa a pagamento le fanno nello stesso giorno con lo stesso dottore altrimenti passano mesi e anni”. Limardo evidenzia anche la disparità di trattamento tra strutture e cittadini: “Se uno è prenotato per una visita e manca il dottore è tutto giustificato, se invece il paziente non si presenta deve pagare ticket e multa, ma non è giusto così”. Vengono inoltre citati i lunghi tempi d’attesa nei pronto soccorso, ricordando un’esperienza personale: “Le persone sono da ore per ricevere una visita come è successo a me anni fa dalle 11:00 di mattina fino alle 20:00 con una emorragia cerebrale”.

Curarsi fuori regione

Una condizione di precarietà che spinge moltissimi calabresi ai viaggi della speranza: “Tante persone aspettano visite prenotate oppure vanno fuori dalla Regione al nord Italia con tante spese, persone che hanno fatto anche finanziamento per potersi curare fuori regione”. Una situazione davanti alla quale, conclude Limardo rivolgendosi al ministro, “non prende e non dà nessun aiuto, anzi lo fa morire di crepacuore”.

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