Sanità, la “fuga” dal Vibonese per curarsi costa 46 milioni: esplode il caso Ginecologia

I dati della mobilità sanitaria del 2025 evidenziano una leggera flessione della spesa, ma crescono i viaggi fuori regione. L'anomalia delle partorienti che scelgono altri ospedali calabresi pur in assenza di complicanze

La migrazione sanitaria nella provincia di Vibo Valentia continua a far registrare numeri estremamente elevati, pur mostrando un lieve calo rispetto all’anno precedente. A riportarlo è un articolo di oggi della Gazzetta del Sud a firma di Maria Novella Imeneo. In particolare, le spese complessive sostenute dall’Asp per garantire le cure fuori provincia e fuori regione nel corso del 2025 sono ammontate a 46 milioni di euro, a fronte dei 47 milioni registrati nel 2024. L’analisi dettagliata dei flussi evidenzia tuttavia un doppio trend: da un lato si registra una significativa diminuzione della mobilità infra-regionale (ovvero gli spostamenti verso altre province calabresi), che scende da 30 a 26 milioni di euro; dall’altro lato cresce in modo preoccupante la mobilità extraregionale, passata da 17 a 20 milioni di euro per l’assistenza erogata in tutte le branche mediche, un aumento che ha quasi del tutto neutralizzato il calo registrato all’interno dei confini calabresi.

Il primato di Catanzaro, il caso Ortopedia e la “migrazione residenziale”

Dalla relazione sulla performance dell’Asp emerge che circa la metà della mobilità passiva intra-regionale si indirizza storicamente verso l’hub di Catanzaro, in particolare verso l’Azienda ospedaliera universitaria “Dulbecco”, un dato considerato fisiologico per la presenza di servizi ad alta specializzazione. Per quanto riguarda le singole discipline, la mobilità infra-regionale colpisce duramente il settore dell’Ortopedia, in particolar modo per gli interventi di chirurgia protesica che si orientano in larga parte verso le strutture private accreditate della regione. La migrazione extraregionale interessa invece la quasi totalità delle specialità principali: i flussi più consistenti riguardano le neoplasie maligne dell’utero, la sostituzione delle grandi articolazioni, i cicli di chemioterapia, le patologie del sistema muscolo-scheletrico, i grandi interventi cardiotoracici con cateterismo cardiaco e le malattie del sistema nervoso. La relazione distingue inoltre una mobilità “inevitabile”, legata a patologie complesse, da una mobilità “residenziale” riferita ai vibonesi che studiano o lavorano fuori regione, a cui si somma la mobilità “di confine” verso il Policlinico di Messina, favorita dalla vicinanza geografica.

L’anomalia del reparto di Ginecologia

Il dato più sorprendente e anomalo emerso dalla relazione dell’azienda sanitaria riguarda il reparto di Ginecologia. Pur essendo il servizio pienamente attivo e presente sul territorio vibonese, si registra un numero costantemente crescente di donne che scelgono di partorire in altri ospedali della Calabria, pur non presentando gravidanze a rischio o complicazioni mediche. I dati ufficiali indicano che nel 2025 sono state ben 265 le partorienti senza diagnosi complicanti ricoverate fuori provincia, in aumento rispetto alle 234 registrate nel 2024. Si tratta di un fenomeno che i vertici dell’Asp di Vibo Valentia hanno confermato di voler approfondire con attenzione, al fine di individuarne le cause reali e valutare tempestivi interventi organizzativi e di potenziamento dell’offerta assistenziale, riducendo disagi e costi per prestazioni che potrebbero essere tranquillamente trattate nelle strutture aziendali.

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