“Siamo stanchi di giocare ad un tavolo dove la controparte non si riesce a trovare. La sanità vibonese è al collasso ed i vertici dell’Asp preferiscono il silenzio al confronto”. A denunciarlo è Alessia Piperno, delegata provinciale di Vibo Valentia del Sindacato Medici Italiani (SMI).
“Siamo stanchi di giocare ad un tavolo dove la controparte non si riesce a trovare. La sanità vibonese è al collasso ed i vertici dell’Asp preferiscono il silenzio al confronto”. A denunciarlo è Alessia Piperno, delegata provinciale di Vibo Valentia del Sindacato Medici Italiani (SMI).
A metà ottobre scorso era stata fissata una riunione tra i sindacati medici e i Commissari dell’Asp di Vibo Valentia, incontro poi saltato per volontà dei commissari e mai più riconvocato. Nonostante le ripetute richieste formali dello SMI, che evidenziavano l’urgenza per la sicurezza dei cittadini e degli operatori, non è arrivata alcuna risposta. “Questo atteggiamento preclude ogni forma di rapporto collaborativo: se le istituzioni si barricano nei palazzi, a noi non resta che la denuncia pubblica”, spiega Piperno.
Il caso limite di Nicotera
Un esempio lampante del fallimento gestionale riguarda il presidio di Nicotera, dove la sanità territoriale appare isolata non per motivi geografici, ma per negligenza burocratica e organizzativa. Durante i lavori di ristrutturazione dell’ospedale, la Guardia Medica è stata spostata al piano superiore senza trasferire la linea telefonica fissa. Il personale, pur regolarmente in servizio e retribuito, è così irraggiungibile. La Centrale Operativa del 118 non può allertare il servizio per i codici minori, sovraccaricando le ambulanze del SUEM. “Un medico senza telefono è un medico impossibilitato a soccorrere”, sottolinea Piperno. La situazione peggiora considerando che il sindaco, pur essendo un operatore sanitario e la prima autorità a tutelare la salute dei cittadini, non è ancora intervenuto per ripristinare questo servizio vitale in un’area distante 40 minuti dall’ospedale principale del territorio.
Emergenza ambulanze e desertificazione sanitaria
Gravissima è anche la condizione della medicina di emergenza-urgenza: da settembre sono state rimosse le ambulanze dei volontari per fare posto alle cosiddette “Victor”, ambulanze con personale laico altamente formato dalla Regione Calabria, ma mai entrate in funzione. Nicotera e Limbadi rischiano così di diventare deserti sanitari. “Se un cittadino accusa un malore, deve sperare che un mezzo arrivi da Vibo Valentia o Tropea e che sia medicalizzato, perdendo minuti preziosi tra la vita e la morte”, avverte Piperno.
Le richieste dello SMI
Per affrontare questa emergenza, lo SMI chiede: convocazione immediata del tavolo sindacale con i commissari Asp per discutere carenza di organico e sicurezza delle postazioni; ripristino istantaneo della linea telefonica della Guardia Medica di Nicotera; attivazione delle ambulanze Victor o ripristino immediato della copertura di emergenza nell’area Nicotera-Limbadi. “Non possiamo più tollerare questo silenzio istituzionale. La salute dei cittadini vibonesi non può essere vittima di dimenticanze burocratiche e di una gestione sorda alle istanze del territorio”, conclude Piperno.


