Sanità vibonese nel mirino, il sindaco di Nardodipace: l’Asp è una vergogna, abbandonati persino i malati dializzati

Romano Loielo denuncia la gestione dell'Azienda sanitaria provinciale, definendola il principale freno alle prestazioni mediche sul territorio a causa dell'inerzia burocratica di dirigenti e funzionari

Il sindaco di Nardodipace, Romano Loielo, interviene per criticare duramente la gestione dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, definita la “vera palla al piede della sanità calabrese”. Nel mirino del primo cittadino non ci sono solo i vertici aziendali, ma l'”inerzia di funzionari e dirigenti che bloccano i servizi essenziali”. Tra le criticità più gravi, oltre al “malfunzionamento dell’ospedale di Serra San Bruno e alla sospensione del 118″, emerge l'”interruzione da due mesi del servizio di accompagnamento per i pazienti dializzati del comune, lasciati in una condizione di totale e intollerabile precarietà”.

“La vera falla è la gestione dell’Asp”

La riflessione del sindaco Romano Loielo parte da una considerazione drastica sullo stato complessivo delle infrastrutture sanitarie del territorio, spostando l’attenzione dal dibattito strutturale a quello puramente amministrativo e gestionale: “Inutile oramai dibattere sulla chiusura o sulla riapertura dell’ospedale di Serra San Bruno o sulla realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia poiché, in ogni caso, alla luce della situazione attuale, sarà comunque tutto un assoluto buco nell’acqua e un enorme spreco di risorse economiche per le casse regionali in quanto la vera falla è la gestione dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, vera palla al piede della sanità calabrese”.

Il primo cittadino non risparmia le critiche alla macchina burocratica interna dell’azienda: “E non parlo solamente dei soliti vertici aziendali, sui quali ricadono sempre le accuse del malfunzionamento della macchina sanitaria vibonese, ma, e soprattutto, dei tanti funzionari e dirigenti di settori che affossano con la loro ingiustificabile inerzia e assoluta inefficienza ogni tentativo di ammodernamento e di miglioramento delle prestazioni sanitarie in favore dei cittadini della nostra provincia”.

Pazienti dializzati senza assistenza: “Situazione arrivata alla vergogna”

L’affondo si fa ancora più stringente quando si passa all’esame dei disservizi specifici che colpiscono direttamente la comunità di Nardodipace, con particolare riferimento ai soggetti più fragili: “Oramai si è arrivati alla vergogna nell’asp di Vibo Valentia, non solo per il pessimo funzionamento dell’ospedale di Serra San Bruno e della recente sospensione del servizio 118, ma addirittura per il fatto che da circa due mesi, nell’assoluto silenzio, senza preavviso e senza preoccuparsi delle gravi conseguenze per i pazienti interessati, i due poveri concittadini dializzati di Nardodipace sono stati abbandonati dalla sera alla mattina completamente allo sbaraglio, senza assicurare loro più il necessario servizio di accompagnamento!”.

Nessun riscontro è giunto nonostante i tentativi di mediazione istituzionale e le proteste dirette degli utenti: “A nulla sono valse le continue telefonate di sollecito al Direttore Amministrativo Dr. Sentito e le proteste dei dializzati direttamente presso il nosocomio di Serra San Bruno, la situazione rimane sempre ferma a due mesi fa, con questi due cittadini, uno dei quali anche gravemente amputato, che devono fare i salti mortali per raggiungere il punto dialisi di Serra San Bruno tre volte a settimana per salvarsi la vita!”.

Il blocco burocratico e il duro appello ai vertici

Secondo quanto denunciato dal sindaco, l’interruzione del servizio non sarebbe legata a indisponibilità di risorse, bensì a un rallentamento di natura meramente burocratica: “La cosa ridicola se non fosse tragica è che sembrerebbe dipendere tutto da una funzionaria che per sconosciuti motivi non è ancora stata in grado, dopo settimane oramai, a fare una semplice attestazione sui dializzati del territorio, un mero elenco di cittadini a rischio di vita, che non saranno altro che una decina, necessario all’attivazione del servizio di accompagnamento, peraltro già affidato ad una associazione di Vibo Valentia!”.

Un blocco che per Loielo risulta inaccettabile di fronte alla gravità delle patologie trattate: “Morire per mancanza di cure ancora non scoperte potrebbe sembrare accettabile nel 2026, ma dover morire per la mancanza di impegno di un funzionario lautamente pagato per fare il proprio lavoro non è assolutamente tollerabile, per nessuna ragione!”.

Da qui la richiesta per un cambio di rotta immediato: “Chiedo ai vertici aziendali, allora, di voler sollecitare i lavoratori dipendenti dell’azienda sanitaria a fare il loro lavoro, oppure di lasciare il posto a gente più motivata e in grado di svolgere le importanti funzioni di interesse pubblico loro affidate che, a volte, senza nemmeno saperlo, possono salvare o condannare a morte un inerme cittadino, già duramente colpito dalla sfortuna di aver bisogno di cure mediche salvavita!”.

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