Confronto aperto all’interno del Comune di Vibo Valentia attorno alle modalità di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del vertice dell’ente. Nel corso dell’ultima seduta della Commissione consiliare, convocata su istanza della consigliera di opposizione Maria Rosaria Nesci, è stato audito l’assessore al Personale, Marco Talarico, in merito agli sviluppi dell’avviso pubblico ex art. 90 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), emanato il 5 marzo 2025 e finalizzato all’assunzione di un collaboratore di staff.
Durante i lavori ispettivi, analizzata la determina n. 2216 del 4 settembre 2025, con la quale gli uffici comunali hanno decretato l’annullamento della procedura. Gli atti ufficiali motivano la decisione spiegando che, a seguito della costituzione dell’Ufficio di Gabinetto e della contestuale individuazione del Capo di Gabinetto, è “venuta meno la necessità giuridica e fattuale” di portare a compimento l’iter selettivo, fermatosi alla ricezione delle candidature senza che venisse posta in essere alcuna attività di valutazione.
Le critiche della minoranza e i dubbi sulla linea politica
La scelta amministrativa ha suscitato la reazione della consigliera Nesci, la quale ha ricordato come “tra la fine di maggio e l’inizio di giugno 2025 i vertici del settore avessero garantito la conclusione dei controlli e l’assunzione del profilo entro l’inizio dell’estate”. Un quadro operativo che l’esponente di minoranza aveva già pubblicamente messo in dubbio: “In quella sede, la sottoscritta aveva espresso seri dubbi sull’effettiva conclusione della procedura, sostenendo che quell’avviso rischiasse di trasformarsi in un ‘procurato aborto’, qualora il sindaco avesse deciso di abbandonare la selezione per una diversa scelta politica, oppure in un ‘aborto spontaneo’, qualora fossero mankate le necessarie risorse finanziarie per procedere all’assunzione”.
La conclusione della vicenda, secondo l’analisi della rappresentante dell’opposizione, dimostrerebbe lo “scollamento tra gli impegni assunti dall’assessorato e le reali intenzioni della guida dell’esecutivo. La revoca formale del provvedimento sancisce il passaggio da un percorso valutativo aperto a una decisione di natura prettamente discrezionale”. La vicenda solleva dunque, nella tesi espressa da Nesci, un interrogativo di rilievo in merito alla reale condivisione degli obiettivi programmatici e gestionali tra i componenti della giunta e il sindaco della città.



