L’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia ha disposto la proroga immediata dei contratti di lavoro a tempo pieno e determinato per 22 Operatori Socio Sanitari (OSS) appartenenti all’Area degli Operatori. Il provvedimento, formalizzato tramite la delibera n. 398/CS adottata dal Commissario Straordinario, il dottor Angelo Vittorio Sestito , estende la validità dei rapporti professionali per un ulteriore periodo di tre mesi, fissando la nuova scadenza al 30 settembre 2026. Nello specifico, questa misura si è resa necessaria per fare fronte a una grave e persistente carenza di organico segnalata dai diversi responsabili dei servizi sanitari, una condizione critica che rischiava di compromettere la qualità delle cure mediche e il mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) sul territorio provinciale.
Copertura finanziaria e continuità dei servizi ospedalieri
La delibera è strutturata per assicurare la massima trasparenza contabile e la piena legittimità amministrativa delle procedure di rinnovo temporaneo. La decisione aziendale riveste un carattere di assoluta eccezionalità ed è finalizzata esclusivamente a non pregiudicare la regolare erogazione delle prestazioni assistenziali nei reparti di assegnazione del personale. Dal punto di vista economico, inoltre, l’operazione comporta una spesa complessiva presunta pari a 210.897,65 euro per l’anno 2026, ripartita in 159.408,62 euro per le competenze stipendiali, 37.939,25 euro per gli oneri riflessi e 13.549,78 euro per l’IRAP.
La copertura finanziaria dell’atto è stata regolarmente attestata e i costi sono stati imputati sui specifici conti del bilancio aziendale dedicati alla gestione delle risorse umane. In particolare, la proroga medio tempore fungerà da cuscinetto contrattuale in attesa che si perfezionino i nulla osta e le procedure formali legate al bando di mobilità volontaria per la copertura a tempo indeterminato di 30 posti di OSS.
Il provvedimento dispone inoltre l’obbligo per i rispettivi dirigenti di predisporre un piano di smaltimento delle ferie residue accumulate dai dipendenti, al fine di coniugare le esigenze dei servizi con il necessario recupero psicofisico dei lavoratori.



