Il gruppo consiliare di minoranza “Noi per San Gregorio” ha diffuso una nota per commentare i risvolti politici emersi durante la seduta del Consiglio comunale di ieri, 3 luglio 2026. Al centro della polemica, la mozione presentata dal consigliere di maggioranza Gregorio Lo Muto (leggi qui), riguardante lo spostamento del cannone storico dalla villa comunale – dove era stato posizionato nel 2020 dall’amministrazione del sindaco Pasquale Farfaglia con una delibera a firma degli assessori Suriano e Santacaterina – per riportarlo nella sua sede originaria in Piazza Duomo, presso il Monumento ai Caduti.
La minoranza ha evidenziato come “questa frattura arrivi subito dopo un altro scossone istituzionale: il consigliere Lo Muto è stato infatti revocato dall’incarico di assessore dopo soli 25 giorni dalla nomina. Tale revoca è scaturita da un esposto presentato l’11 giugno 2026 proprio dall’opposizione, a cui è seguito l’intervento del prefetto Colosimo che ha invitato il sindaco a ridurre la giunta da quattro a due assessori, in conformità con la Legge Delrio per i comuni sotto i 3.000 abitanti”.
La posizione dell’opposizione e i nuovi equilibri numerici
Nel corso del dibattito in aula, lo scenario politico ha subito un'”evidente accelerazione” che, secondo la minoranza, “certifica la crisi della coalizione di governo: la minoranza ha preso la parola per esprimere la propria storica linea favorevole al ricollocamento del residuato bellico nella piazza principale, un punto programmatico già sostenuto dal gruppo ‘Noi per San Gregorio’ sia nelle passate legislature sia nell’ultima campagna elettorale. Tuttavia, prima di passare alla votazione, il sindaco Farfaglia ha invitato esplicitamente la restante parte della maggioranza a esprimere voto contrario, bocciando la proposta del suo stesso consigliere”.
I consiglieri di opposizione Carnovale, Lacquaniti e Simonetti hanno definito l’esito del Consiglio come il “preludio alla nascita di un gruppo autonomo guidato da Lo Muto”, che “lascerebbe così la coalizione con cui era stato eletto grazie a 167 preferenze. A un solo mese dalle elezioni amministrative – concludono gli esponenti della minoranza – il sindaco Farfaglia si trova a fare i conti con una maggioranza ridotta a 6 consiglieri anziché 7, un assetto precario in cui un singolo consigliere potrà fare la differenza per la tenuta dell’intera amministrazione comunale”.



