Scordovillo, al via lo sgombero del campo rom: parte il piano per chiudere una delle più grandi emergenze del Sud

Iniziate le operazioni a Lamezia Terme: ricollocazione delle famiglie, bonifiche e demolizioni per superare una realtà di degrado che si trascina da decenni

Con lo sgombero delle prime abitazioni del campo rom di Scordovillo entra nella fase operativa il piano destinato a cancellare una delle più gravi emergenze sociali e ambientali del Mezzogiorno. A sottolineare la portata dell’intervento è il sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, che parla di un’operazione “di straordinaria complessità” destinata a porre le basi per il definitivo superamento di una situazione che si protrae da decenni.

Il piano: alloggi, bonifiche e demolizioni

Le operazioni prevedono il trasferimento delle famiglie negli alloggi dell’Aterp, l’avvio delle verifiche ambientali, anche per accertare l’eventuale presenza di amianto, e la successiva demolizione delle strutture del campo. L’intera area sarà presidiata dalle Forze dell’ordine per impedire nuove occupazioni abusive.

L’intervento è coordinato dal questore Giuseppe Linares, in attuazione delle decisioni assunte dal Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica riunito in Prefettura. Secondo Ferro, si tratta di un’azione senza precedenti destinata a chiudere definitivamente quella che definisce «la vergogna del più grande accampamento rom del Sud Italia», una situazione resa ancora più delicata dalla vicinanza all’ospedale cittadino e dalle criticità ambientali più volte evidenziate, anche dalla Procura di Lamezia Terme.

Il lavoro delle istituzioni

Il sottosegretario attribuisce il risultato al percorso avviato dal Governo guidato da Giorgia Meloni e dal Ministero dell’Interno, evidenziando il contributo del Ministero dell’Ambiente, della Regione Calabria e del presidente Roberto Occhiuto, che ha messo a disposizione le risorse necessarie e sostenuto il progetto con specifici interventi normativi, in continuità con il lavoro avviato dall’amministrazione comunale dell’allora sindaco Paolo Mascaro. Determinante, secondo Wanda Ferro, è stato anche il coordinamento della Prefettura di Catanzaro, prima con il prefetto Enrico Ricci e successivamente con il prefetto Castrese De Rosa, che ha accelerato il cronoprogramma attraverso un costante confronto tra tutte le istituzioni coinvolte.

Legalità, ambiente e inclusione

Un ruolo importante è stato svolto anche dall’Ufficio del Commissario straordinario per le bonifiche, guidato dal generale Giuseppe Vadalà, dall’Aterp e dalla Comunità Progetto Sud di Giacomo Panizza, che hanno contribuito a coniugare le esigenze di legalità e tutela ambientale con un percorso di inclusione sociale.

Il sottosegretario ha infine rivolto un ringraziamento alla Questura di Catanzaro, al Commissariato di Lamezia Terme e a tutte le Forze dell’ordine impegnate nelle operazioni – Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale – per il lavoro preparatorio svolto nei mesi scorsi e per la gestione delle attività in corso. “L’azione corale delle istituzioni – conclude Ferro – dimostra che, quando lo Stato opera con determinazione e piena collaborazione tra tutti i livelli istituzionali, è possibile raggiungere risultati che per troppo tempo sono sembrati irrealizzabili”.

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