Con una lettera formale indirizzata al sindaco di Serra San Bruno, all’amministrazione comunale e al responsabile dell’Ufficio Tecnico, Vincenzo Damiani, cittadino e candidato a sindaco alle prossime elezioni, interviene sulla questione dei lavori di scavo e infrastrutturazione eseguiti da una società elettrica su numerose strade comunali.
Un pericolo concreto
Nella comunicazione, Damiani evidenzia come gli interventi abbiano interessato in modo diffuso il territorio comunale e come, in diversi tratti, pur risultando i lavori conclusi, “i ripristini delle sedi stradali siano stati effettuati in maniera provvisoria, difforme e non conforme alle prescrizioni contenute negli atti autorizzativi e nella concessione”. Secondo il candidato a sindaco, “tali condizioni hanno determinato cedimenti, dislivelli, rappezzi disomogenei e superfici non idonee alla circolazione, configurando un pericolo concreto e attuale per la pubblica incolumità”.
Le norme
Damiani richiama la normativa vigente, citando l’articolo 14 del Codice della Strada, che impone all’ente proprietario l’obbligo di manutenzione, gestione e messa in sicurezza delle strade, nonché l’articolo 21 dello stesso Codice e il relativo regolamento di esecuzione, che subordinano i lavori su sede stradale al rispetto delle prescrizioni tecniche e alla corretta esecuzione dei ripristini. Inoltre, richiamati gli articoli 2051 e 2043 del Codice Civile in materia di responsabilità da custodia e responsabilità per fatto illecito, insieme alla giurisprudenza che riconosce una responsabilità concorrente del Comune e della ditta esecutrice in caso di ripristini non conformi o mancata vigilanza.
Nella lettera, Damiani sottolinea che “il Comune ha l’obbligo giuridico di vigilare sull’operato del concessionario, verificare la corretta esecuzione dei lavori e pretendere il ripristino a regola d’arte, avvertendo che inerzie o ritardi possono esporre l’Ente a responsabilità civili, amministrative e patrimoniali, con possibili riflessi anche erariali”.
L’invito
Alla luce di tali premesse, Damiani invita formalmente il sindaco e l’amministrazione comunale a “esercitare immediatamente i poteri di vigilanza e controllo previsti dalla legge, a diffidare la ditta esecutrice affinché entro sette giorni provveda alla messa in sicurezza delle aree interessate, alla rimozione dei ripristini provvisori o non conformi e all’esecuzione del ripristino definitivo delle sedi stradali nel pieno rispetto delle prescrizioni autorizzative”. Chiede inoltre che l’”accettazione finale dei lavori sia subordinata a una verifica tecnica formale di conformità e che, in caso di inadempienza, siano applicate penali, sospensioni, escussioni di cauzioni o ulteriori provvedimenti previsti dalla concessione e dalla legge”.
Infine, Damiani avverte che la persistente mancata adozione di provvedimenti “potrà determinare una responsabilità diretta dell’Ente per omessa vigilanza, ai sensi degli articoli 2043 e 2051 del Codice Civile e del Codice della Strada, precisando che la comunicazione costituisce atto formale da protocollare e riscontrare per iscritto”.


