Serra, stabilizzazione degli ex TIS. La minoranza replica a Federico: il percorso è regionale

I consiglieri comunali Vito Regio, Vincenzo Damiani e Luigi Tassone tornano sulla stabilizzazione delle cinque lavoratrici e contestano la ricostruzione della vicesindaca

Prosegue il confronto politico sulla stabilizzazione degli ex TIS a Serra San Bruno. Dopo l’intervento della vicesindaca con delega al Personale, Rosanna Federico (leggi qui), arriva la replica dei consiglieri comunali Vito Regio, Vincenzo Damiani e Luigi Tassone. “La risposta della vicesindaca Rosanna Federico, al netto di qualche inutile frecciata alla minoranza, conferma esattamente il punto che avevamo sollevato”, sostengono i tre consiglieri. La minoranza precisa di non aver “mai messo in discussione la necessità per il Comune di valutare la sostenibilità delle assunzioni e di assumersi la responsabilità degli atti necessari”. Il nodo, secondo Regio, Damiani e Tassone, riguarda invece la “natura del percorso di stabilizzazione”.

Il ruolo della Regione

“La stabilizzazione degli ex TIS non è una misura inventata dall’amministrazione Barillari», affermano i consiglieri, sottolineando che si tratta di “un percorso voluto e sostenuto economicamente dalla Regione Calabria, al quale il Comune di Serra San Bruno ha deciso di aderire”. Secondo la minoranza, proprio il riferimento della vicesindaca ai “quattro anni di contributi regionali” confermerebbe il “ruolo determinante della Regione. Il Comune ha valutato la sostenibilità dell’operazione e ha deciso di procedere. Bene. Ma questo non trasforma un piano regionale, che ha già interessato circa 1.500 lavoratori in tutta la Calabria, in un’iniziativa dell’amministrazione Barillari”, scrivono.

“Organico profondamente ridimensionato”

L’opposizione affronta poi il tema delle difficoltà assunzionali del Comune. I consiglieri ricordano i “numerosi pensionamenti avvenuti negli ultimi sei anni”, riguardanti “dipendenti il cui costo gravava interamente sul bilancio comunale, oltre ai lavoratori provenienti dagli storici bacini LSU-LPU”. Secondo Regio, Damiani e Tassone, “una parte significativa dei posti e delle professionalità” non sarebbe stata “sostituita con nuove assunzioni. Il risultato è evidente: rispetto a sei anni fa, il Comune dispone di un organico profondamente ridimensionato”, sostengono, ritenendo quindi singolare utilizzare le difficoltà della macchina amministrativa per presentare come eccezionale una stabilizzazione resa possibile da un percorso regionale.

Il riferimento al dissesto

I consiglieri si soffermano anche sul tema del dissesto finanziario richiamato dalla vicesindaca. “Quel dissesto è stato dichiarato dall’amministrazione Barillari: una scelta che abbiamo sempre contestato, ritenendola priva di reali presupposti”, affermano. La minoranza collega quindi la questione delle stabilizzazioni alla situazione finanziaria dell’ente e contesta all’amministrazione la gestione dei conti comunali.

La domanda alla vicesindaca

Regio, Damiani e Tassone pongono quindi una domanda diretta a Federico: “Senza il percorso predisposto dalla Regione e senza i relativi contributi, il Comune di Serra San Bruno avrebbe stabilizzato ugualmente queste cinque lavoratrici utilizzando esclusivamente risorse proprie?”. Un interrogativo che, secondo i consiglieri, sarebbe “centrale per distinguere il ruolo svolto dal Comune da quello della Regione nel percorso di stabilizzazione”.

“Merito al Comune, ma il sostegno è regionale”

Nella parte conclusiva del comunicato, la minoranza riconosce comunque il lavoro svolto dall’amministrazione e dagli uffici. “Merito al Comune per avere aderito e concluso la procedura; merito agli uffici per il lavoro svolto; soprattutto, i nostri più sinceri auguri alle cinque lavoratrici”, scrivono i consiglieri. Allo stesso tempo, ribadiscono la loro posizione sulla titolarità del percorso: “La paternità politica del percorso e il fondamentale sostegno finanziario alla stabilizzazione degli ex TIS vengono dalla Regione Calabria”. E sulla questione della credibilità, richiamata dalla vicesindaca, concludono: “Questa non è denigrazione. Sono fatti”.

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