La comunicazione diffusa da Confindustria Vibo Valentia dopo i gravi episodi intimidatori verificatisi nell’area industriale Aeroporto tra Vibo Valentia e Jonadi segna un passaggio importante. L’associazione guidata dal presidente Rocco Colacchio ha infatti ottenuto impegni concreti su videosorveglianza, illuminazione e ripristino del decoro urbano, trasformando la denuncia pubblica in una richiesta operativa rivolta alle istituzioni regionali e ad Arsai. Ma proprio quella comunicazione finisce inevitabilmente per riaccendere l’attenzione sulle condizioni delle altre aree produttive del Vibonese.
Portosalvo tra buio e abbandono
La domanda nasce spontanea: davvero il tema sicurezza riguarda soltanto le aziende di località Aeroporto? Basta guardare l’area industriale di Portosalvo per rendersi conto di una realtà che da anni convive con sterpaglie, buio, buche, degrado e assenza di videosorveglianza. Una situazione evidente, sotto gli occhi di tutti, che coinvolge aziende e lavoratori costretti a operare quotidianamente in condizioni di forte precarietà infrastrutturale. Non una polemica, ma una semplice constatazione.
Le criticità di Maierato e Mesima
Lo stesso discorso vale per l’area industriale di Maierato e per gli insediamenti produttivi del Mesima, anch’essi segnati da problemi strutturali, manutenzione insufficiente e carenza di servizi essenziali. La presa di posizione di Confindustria Vibo, quindi, finisce per aprire un tema più ampio: quello della sicurezza e della dignità complessiva delle aree industriali vibonesi.
Un tema che riguarda tutto il territorio
Nella sua nota, Confindustria sottolinea come sicurezza, illuminazione e decoro non siano aspetti secondari, ma condizioni essenziali per consentire alle imprese di investire, lavorare e programmare il futuro. Ed è proprio questo il punto centrale. Se tali condizioni sono indispensabili per località Aeroporto, allora lo stesso principio non può che valere anche per Portosalvo, Maierato e il Mesima. Perché il tema non riguarda una singola area industriale, ma la credibilità complessiva di un territorio che prova a difendere il proprio sistema produttivo e la presenza delle imprese sane.


