La sicurezza della SP 95, l’ex SS 522, torna al centro del confronto istituzionale. A rilanciare la questione, al termine del confronto di questa mattina negli studi di Radio Onda Verde, è Pino Alviano, presidente del Comitato pro rotatoria, insieme a Giuseppe Conocchiella, presidente del Forum delle associazioni e primo firmatario della petizione sulla sicurezza dell’arteria. Entrambi hanno avuto momenti di botta e risposta con il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Corrado L’Andolina.
Un confronto nel quale il presidente della Provincia ha illustrato quanto è stato possibile fare finora sulla SP 95. Un bilancio che, secondo i promotori della petizione, non può però considerarsi sufficiente rispetto alla condizione di una strada che collega numerosi centri della costa vibonese e attraversa uno degli assi turistici più importanti della provincia. Alviano, in particolare, richiama un elemento che potrebbe aprire una prospettiva diversa: il Piano regionale dei Trasporti della Calabria, adottato dalla Giunta regionale nel marzo 2026, inserisce la SP 95 tra le arterie individuate come “viabilità di esodo in caso di calamità naturali”. La classificazione è contenuta nella macrocategoria MC2.1 del documento tecnico, in coerenza con il Piano regionale di Protezione civile aggiornato nel 2025-2026.
La Regione l’ha già definita viabilità strategica
È proprio da questo passaggio che Conocchiella e Alviano fanno partire la proposta. Se la stessa Regione ha riconosciuto alla SP 95 una funzione nell’ambito della viabilità di esodo e della protezione civile, esiste un presupposto pianificatorio da utilizzare per chiedere la revisione della rete stradale di interesse nazionale. Il Piano regionale dei Trasporti contiene inoltre altri due elementi che, secondo i promotori della petizione, meritano di essere considerati. Il primo riguarda la mobilità stagionale. Nei giorni festivi estivi, il documento regionale registra un aumento dei volumi di spostamento che può arrivare fino al 30 per cento rispetto ai periodi invernali, con una particolare concentrazione lungo gli assi che servono le località turistiche costiere. La SP 95 attraversa proprio la Costa degli Dei e, dunque, rientra pienamente in questo quadro.
Il secondo dato riguarda la mobilità complessiva della provincia di Vibo Valentia. Il Piano registra circa 215 mila spostamenti giornalieri originati o attratti dalla provincia nel periodo feriale invernale, con l’89,6 per cento degli spostamenti che rimane all’interno del territorio provinciale.
La proposta: dalla Provincia ad Anas
Su queste basi, Conocchiella e Alviano individuano un percorso amministrativo preciso. La Provincia di Vibo Valentia, oggi proprietaria e gestore della SP 95, dovrebbe predisporre un dossier tecnico-patrimoniale e adottare una deliberazione consiliare con la quale proporre la revisione della rete stradale di interesse nazionale, la riclassificazione della tratta e il successivo trasferimento ad Anas. La proposta dovrebbe quindi essere trasmessa alla Regione Calabria, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ad Anas.
Alla Regione spetterebbe l’istruttoria sulla classificazione e declassificazione della viabilità provinciale, verificando la coerenza della richiesta con il Piano regionale dei Trasporti e con la pianificazione di Protezione civile. Qualora ne ricorrano i presupposti, la Regione potrebbe quindi adottare un proprio atto di sostegno alla proposta da sottoporre al Ministero. Anas, a sua volta, dovrebbe effettuare le verifiche tecnico-gestionali necessarie a un’eventuale presa in carico della strada: sopralluoghi, censimento delle opere, valutazione delle condizioni manutentive e verifica della documentazione patrimoniale.
La parola finale spetta allo Stato
Il passaggio successivo sarebbe quello ministeriale. Il Mit dovrebbe istruire la proposta e predisporre lo schema di Dpcm per la modifica della rete stradale di interesse nazionale. Il procedimento prevede poi il coinvolgimento delle sedi istituzionali e degli organismi consultivi previsti dalla normativa. In questo percorso, secondo Conocchiella e Alviano, assume particolare rilievo la Conferenza Stato-Regioni. La Calabria, infatti, arriverebbe a quel passaggio avendo già inserito la SP 95 nella propria pianificazione regionale come arteria di esodo in caso di calamità naturali. L’ultimo passaggio sarebbe l’adozione del Dpcm da parte del presidente del Consiglio dei ministri, quale atto statale di riclassificazione della tratta e di revisione della rete nazionale. Solo successivamente, attraverso un verbale di consistenza e consegna, potrebbe essere formalizzata la presa in carico materiale della strada da parte di Anas.
Dalla petizione agli atti
Comuni e altri soggetti istituzionali potrebbero sostenere il percorso con propri atti, mentre alla Prefettura spetterebbe eventualmente un ruolo di coordinamento per gli aspetti legati alla sicurezza e alle emergenze, senza competenze dirette nella classificazione o nel trasferimento della strada. È questa, dunque, la nuova questione posta dai promotori della petizione: non soltanto interventi sulla SP 95, ma la verifica della possibilità di aprire un procedimento istituzionale per cambiarne lo status.
Dopo il confronto di questa mattina, Alviano e Conocchiella chiedono ora che la discussione non rimanga confinata alle condizioni, pur critiche, dell’attuale gestione della “strada del mare”, ma si sposti sul terreno degli atti concreti. Il primo passo, nella loro impostazione, dovrebbe spettare alla Provincia: mettere nero su bianco la proposta e sottoporla alla Regione e agli altri soggetti competenti.




