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Stop alla commissione speciale su Meridionale Petroli, precedenza al tavolo ministeriale in programma per l’8 maggio

Si apre uno spiraglio sulla delocalizzazione e, per la prima volta, ci si accorge che è necessario coinvolgere la delegazione dei parlamentari

Il Consiglio comunale prende tempo, ma la questione resta complicata. Rinviata alla prossima seduta l’istituzione della commissione speciale sulla delocalizzazione della Meridionale Petroli, così come proposta dai gruppi di opposizione. Una scelta condivisa, maturata alla luce di un cambio di scenario annunciato direttamente in aula dal sindaco Enzo Romeo che ha parlato di “nuovo corso” e di un coinvolgimento finalmente più ampio, anche a livello parlamentare. Un passaggio che però apre una domanda inevitabile: perché solo adesso?

Per anni, la presenza dell’impianto ha rappresentato uno dei principali nodi allo sviluppo del territorio, bloccando di fatto progetti strategici, in particolare nel settore turistico. Investimenti già ipotizzati per circa 27 milioni di euro e una ricaduta occupazionale stimata in almeno 200 posti di lavoro sono rimasti fermi, congelati da una situazione mai affrontata. E mentre il territorio attendeva e attende risposte, la politica nazionale è rimasta in silenzio.

Il tavolo istituzionale

La novità annunciata dal sindaco riguarda la convocazione di una riunione ministeriale prevista tra il 7 e l’8 maggio. Attorno allo stesso tavolo siederanno l’Autorità portuale, la Regione Calabria, l’Arsae, il Ministero delle Infrastrutture e la stessa Meridionale Petroli che su esplicita richiesta del sindaco dovrà essere presente con lo stesso Donato Ammaturo. Un incontro che, nelle intenzioni, dovrebbe segnare l’avvio concreto del percorso di delocalizzazione, mettendo finalmente dei punti fermi su una vicenda che si trascina da troppo tempo. L’obiettivo è chiaro: superare l’attuale stallo e sbloccare prospettive di sviluppo rimaste finora solo sulla carta.

Il ritardo della politica

Ma il dato politico resta. Solo ora si registra un’apertura verso la delegazione parlamentare, solo adesso si costruisce un percorso condiviso. Un ritardo che pesa e che rischia di aver già prodotto danni significativi in termini di opportunità perse. Il territorio, nel frattempo, ha continuato a fare i conti con un freno strutturale alla crescita, con investitori scoraggiati e progettualità rimaste incompiute. Il nodo Meridionale Petroli non è mai stato soltanto industriale, ma profondamente politico.

Il rinvio della commissione

Alla luce di questi sviluppi, anche le opposizioni hanno accettato il rinvio della commissione speciale, scegliendo di attendere gli esiti del tavolo istituzionale prima di aprire un ulteriore fronte di confronto in consiglio comunale. Una decisione che punta a evitare sovrapposizioni, ma che al tempo stesso carica di aspettative i prossimi appuntamenti. Perché da questa fase non si può più tornare indietro. La partita sulla delocalizzazione entra ora in una fase decisiva. Ma resta il nodo di fondo: se il cambio di passo arriva oggi, è perché per troppo tempo qualcuno è rimasto fermo. E il territorio, ancora una volta, ha pagato il prezzo dell’attesa.

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