“Con l’arrivo di giugno tornano sulle spiagge calabresi le tartarughe marine della specie Caretta caretta per la deposizione delle uova. Ma, insieme a loro, tornano anche le ruspe”. A lanciare l’allarme è il Wwf Vibo Valentia-Vallata dello Stilaro, che denuncia una situazione che si “ripete puntualmente ogni anno lungo numerosi tratti della costa regionale”.
Fauna e habitat costieri a rischio
Secondo l’associazione ambientalista “continuano a giungere segnalazioni, corredate da fotografie e video, che documentano il passaggio di mezzi cingolati e gommati utilizzati per le operazioni di pulizia degli arenili. Interventi che, se effettuati senza le necessarie precauzioni, possono provocare gravi danni alla fauna e agli habitat costieri. Il rischio principale riguarda proprio i nidi delle tartarughe marine. Le uova vengono deposte durante la notte a pochi centimetri sotto la superficie della sabbia e possono essere schiacciate dal passaggio dei mezzi. Inoltre, le operazioni meccaniche cancellano le tracce lasciate dalla femmina durante la risalita dal mare, rendendo più difficile l’individuazione dei nidi e la successiva messa in sicurezza da parte dei volontari impegnati nel monitoraggio”.
Appello alle autorità e invito agli stabilimenti
Da anni il Wwf, insieme ad altre associazioni, è attivamente coinvolto nelle attività di tutela dei siti di nidificazione della Caretta caretta lungo le coste calabresi. Per questo rinnova il proprio appello alle autorità competenti affinché intensifichino i “controlli e vigilino sul rispetto delle norme di tutela ambientale”.
L’associazione rivolge inoltre un invito ai gestori degli stabilimenti balneari affinché “privilegino interventi manuali o comunque a basso impatto ambientale, evitando pratiche che possano compromettere la biodiversità costiera. Negli anni, proprio per favorire una gestione sostenibile degli arenili, il Wwf ha promosso la sottoscrizione di protocolli d’intesa con diversi Comuni costieri calabresi. L’attenzione non riguarda soltanto le tartarughe marine. Le dune e le spiagge rappresentano infatti l’habitat di nidificazione del fratino, piccolo uccello simbolo degli ecosistemi costieri, che depone le proprie uova direttamente sulla sabbia. Una specie sempre più rara e minacciata dal passaggio dei mezzi meccanici, dal calpestio, dal disturbo antropico e dalle predazioni”.
A subire conseguenze sono anche gli habitat dunali e la vegetazione tipica delle coste, tra cui il giglio di mare, una delle specie più rappresentative delle spiagge calabresi.
Patrimonio minacciato
Il Wwf ricorda infine che “ogni anno il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria richiama i Comuni costieri alla necessità di limitare o evitare l’utilizzo di mezzi cingolati e gommati sugli arenili, soprattutto nelle aree maggiormente frequentate dalle tartarughe marine. La Calabria – sottolinea l’associazione – rappresenta una delle regioni italiane più importanti per la nidificazione della Caretta caretta, seconda soltanto alla Sicilia per numero di nidi registrati. Un patrimonio naturalistico di grande valore che continua però a essere minacciato da pratiche incompatibili con la tutela dell’ambiente costiero”.



