Il carcere di Vibo torna prepotentemente al centro della cronaca per un gravissimo episodio di violenza che riaccende i riflettori sulle condizioni di totale precarietà in cui è costretto a operare il personale della Polizia Penitenziaria. Quella che doveva essere una regolare giornata di servizio si è trasformata in momenti di pura tensione all’interno delle mura della Casa Circondariale vibonese, dove un agente è stato brutalmente percosso da un detenuto.
L’aggressione, fulminea e violenta, ha causato al poliziotto serie ferite alla testa. Soccorso immediatamente dai colleghi, l’agente si è visto portare d’urgenza presso il Pronto soccorso dell’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia. Dopo le cure e gli accertamenti di rito, il personale medico lo ha dimesso con una prognosi iniziale di 7 giorni, ma per il poliziotto si renderanno necessari ulteriori esami diagnostici nelle prossime ore per escludere complicazioni e traumi più gravi.
A dare notizia del grave fatto di cronaca sono i vertici regionali del sindacato di categoria Sinappe, il segretario Fabio Viglianti e la vice segretaria Cristina Busà, i quali hanno espresso profonda solidarietà al collega ferito, evidenziando come la situazione sia ormai strutturalmente fuori controllo.
La scia di violenza: caos anche a Catanzaro
L’episodio di Vibo Valentia non è purtroppo isolato, ma si inserisce in una drammatica scia di violenza che, quasi contemporaneamente, ha toccato anche la vicina Casa Circondariale di Catanzaro. Nel capoluogo di regione si sono vissute ore di altissima tensione a causa della furia cieca di un detenuto straniero. L’uomo, dopo aver messo in atto pericolosi gesti di autolesionismo, si è scagliato contro chiunque tentasse di contenerlo, aggredendo medici e agenti con delle forbici. Solo la prontezza e la freddezza del personale di Polizia Penitenziaria hanno evitato che la situazione sfociasse in tragedia, in un istituto – quello di Catanzaro – che si trova a gestire circa 730 detenuti a fronte di un organico di sicurezza pesantemente sottodimensionato.
Il sindacato: “Basta impunità, lo Stato intervenga”
I fatti di Vibo e Catanzaro confermano, secondo i rappresentanti dei lavoratori, che le carceri calabresi sono ormai diventate delle vere e proprie polveriere dove il rispetto delle regole sembra essere diventato un optional. “Comportamenti delinquenziali, aggressioni fisiche e minacce non sono più eccezioni da gestire, ma dinamiche quotidiane alimentate da un senso di impunità strisciante”, denunciano Viglianti e Busà del Sinappe.
Il sindacato muove una dura critica nei confronti dell’Amministrazione Penitenziaria, accusata di essere spesso troppo accondiscendente verso le necessità dei reclusi e sorda, invece, davanti alle grida d’aiuto dei poliziotti. Con i protocolli operativi attuali ritenuti insufficienti e i livelli di stress psicofisico ormai oltre la soglia di guardia, la richiesta che si leva con forza da Vibo Valentia è quella di un intervento immediato delle istituzioni per ripristinare la legalità, la disciplina e la sicurezza minima all’interno dei penitenziari, prima che si debba commentare un dramma irreparabile.


