Tropea, l’associazione Libertas esclusa dalla Parata del 1615: la storia della città non si cancella

Dopo un decennio di rievocazioni e ricerche archivistiche, il sodalizio guidato da Dario Godano viene estromesso dall'organizzazione. L'appello ai cittadini: serve trasparenza sul futuro della nostra memoria storica

“Per dieci anni di fila la Parata Storica della Liberazione di Tropea del 1615 è stata sostenuta da due amministrazioni comunali e da due terne straordinarie. In questo decennio la manifestazione è cresciuta, si è consolidata ed è diventata un appuntamento riconoscibile grazie al lavoro di volontariato di donne e uomini che hanno investito tempo, energie e risorse personali con il solo scopo di promuovere la storia patria”. Inizia così la presa di posizione dell’associazione storico-culturale “Libertas”, che accusa l’amministrazione Macrì di aver “cancellato con un colpo di spugna dieci anni di impegno e dedizione per la memoria della città”.

Il sodalizio ricorda come il proprio operato fosse stato “ufficialmente riconosciuto dall’ente. Dal 21 giugno 2019, con delibera del Consiglio comunale n. 35, l’allora amministrazione guidata dallo stesso sindaco Macrì accolse la nostra richiesta di istituzionalizzare la manifestazione, definendo le linee organizzative di collaborazione tra il Comune e la nostra associazione, promotrice e ideatrice dell’evento per suo vincolo statutario”.

“Non ci sono solo i costumi, ma anni di studio e ricerche”

L’associazione rivendica il valore scientifico e culturale del percorso svolto in questi anni: “La Parata Storica non è nata da un incarico amministrativo o da una decisione calata dall’alto. Dietro una rievocazione non ci sono soltanto costumi e figuranti: ci sono studio, ricerca, organizzazione e rapporti con il territorio. Grazie a Libertas, per la prima volta a Tropea sono giunti sbandieratori e archibugieri da ogni parte d’Italia e una vicenda storica locale è stata approfondita con ricerche archivistiche internazionali, fino ad approdare sul sito del Ministero della Cultura”.

I rappresentanti di Libertas sottolineano inoltre di aver sempre lavorato per la comunità coinvolgendo altre realtà a titolo gratuito: “Abbiamo sempre operato pro bono con spirito di servizio civico, giovandoci del supporto teatrale di ‘LaboArt’ e del Gruppo Folk ‘Città di Tropea’, realtà che hanno collaborato con noi sempre gratuitamente e con condivisione d’intenti”.

La ricostruzione dei fatti: “Affidamento a terzi e una chiamata solo il 7 agosto”

Libertas ricostruisce poi nel dettaglio le tappe che hanno portato alla rottura: “Mentre a luglio stavamo predisponendo la consueta scheda progettuale per l’XI edizione del 23 agosto, abbiamo appreso che diverse realtà associative coinvolte nelle edizioni precedenti erano già state contattate da una persona incaricata dal Comune per organizzare la Parata. Nei giorni successivi abbiamo saputo che si procedeva al reclutamento di figuranti e al noleggio di abiti a spese dell’Ente, nonostante Libertas fosse già munita di decine di costumi di proprietà, acquistati grazie a un bando ministeriale vinto nel 2022”.

Un comportamento che l’associazione definisce un’estromissione deliberata: “Solo lo scorso 7 agosto l’amministrazione comunale ha contattato telefonicamente il nostro presidente, Dario Godano, per informarlo che il Comune e un’associazione teatrale di Lamezia Terme stavano già realizzando la Parata, invitando il singolo presidente — e non Libertas — a collaborare soltanto come storico per presentare la serata. Il tutto a manifestazione ormai definita con realtà esterne e senza aver mai convocato il nostro Direttivo, in palese contrasto con la Delibera del 2019”.

L’appello: “Serve chiarezza, la storia appartiene a tutti”

Nel concludere la nota, il sodalizio precisa di voler fare solo chiarezza e non polemica sterile: “Riteniamo doveroso rendere pubblica la nostra posizione e chiedere trasparenza sulle ragioni e sulle modalità che hanno portato a questa decisione. La storia di Tropea non appartiene a una singola amministrazione né a una singola associazione, ma all’intera comunità. Proprio per questo auspichiamo che si possano ristabilire presto le condizioni per un confronto serio e costruttivo, nell’interesse della città e della corretta valorizzazione della sua memoria storica”.

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