Non era mai arrivata così lontano l’opposizione a Vibo Valentia. Questa volta non si limita a denunciare le divisioni della maggioranza, le tensioni interne e i continui cambi di assetto politico. Le forze di minoranza arrivano a mettere apertamente in discussione la possibilità stessa che l’amministrazione guidata da Enzo Romeo possa proseguire il proprio mandato. La dichiarazione è inequivocabile: “La maggioranza non esiste più”. E la richiesta conclusiva non lascia spazio a interpretazioni: restituire la parola ai cittadini.
A determinare questa nuova accelerazione sono soprattutto gli ultimi sviluppi all’interno del Partito Democratico, con le dimissioni del segretario cittadino Gernando Marasco, precedute da quelle dei dirigenti di circolo Angelo Calzone e Gregorio Vinci. Una sequenza che, secondo le opposizioni, rappresenterebbe il segnale più evidente di una crisi politica ormai non più circoscritta ai rapporti interni al partito, ma estesa all’intera coalizione di governo.
La crisi investe il partito di maggioranza
Nel comunicato congiunto, i gruppi di opposizione ricostruiscono una consiliatura segnata, a loro giudizio, da divisioni e continui avvicendamenti nelle posizioni di responsabilità. Il Pd viene indicato come il principale epicentro delle difficoltà, con una frammentazione che, secondo i firmatari, avrebbe impedito fin dall’inizio la costruzione di un progetto politico solido e condiviso.
A rendere ancora più pesante il quadro sono le dichiarazioni attribuite al consigliere regionale Raffaele Mammoliti, esponente democratico, che avrebbe riconosciuto l’assenza dei presupposti e delle condizioni necessarie per garantire la tenuta della maggioranza. Un passaggio sul quale le minoranze insistono particolarmente: non soltanto una valutazione proveniente dall’opposizione, ma un segnale che arriva dallo stesso schieramento politico di riferimento dell’amministrazione.
Nel mirino anche la segreteria provinciale
L’affondo coinvolge anche la segretaria provinciale del Pd, Teresa Esposito. Le opposizioni contestano la sua permanenza nell’incarico e avanzano accuse sulla presunta tutela di interessi personali e di posizioni all’interno dell’esecutivo comunale. Accuse politiche particolarmente dure, che contribuiscono ad alzare ulteriormente il livello dello scontro. Ma il documento non si ferma alle vicende del Partito Democratico. La critica investe direttamente l’azione amministrativa, giudicata priva di una visione capace di imprimere una svolta alla città. Secondo i firmatari, Vibo Valentia continuerebbe a perdere occasioni di crescita sul piano economico e sociale, senza una prospettiva concreta di rilancio e con una fiducia sempre più ridotta nelle possibilità di cambiamento.
La richiesta di tornare alle urne
Il passaggio politicamente più significativo è quello rivolto direttamente al sindaco. Le minoranze chiedono a Romeo di prendere atto delle difficoltà della propria coalizione, evitando di liquidare le contestazioni come una semplice strumentalizzazione dell’opposizione. Le ultime dimissioni e le prese di posizione provenienti dallo stesso Pd, sostengono, renderebbero ormai impossibile ignorare la portata della crisi. La richiesta di restituire la parola agli elettori segna dunque un salto di qualità nell’iniziativa delle minoranze. Non più soltanto la denuncia di una maggioranza in difficoltà, ma la contestazione della sua stessa legittimità politica a proseguire il percorso amministrativo.
Il documento porta la firma di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese, Noi Moderati, Identità Territoriale e Gruppo Misto, rappresentato dalla consigliera Antonella Petracca. Una presa di posizione unitaria che, al di là delle valutazioni di parte, fotografa un clima politico sempre più complicato per il sindaco Romeo. Adesso la questione non riguarda soltanto le divisioni del Pd o gli equilibri tra i gruppi consiliari. La domanda investe direttamente il futuro della consiliatura: esistono ancora le condizioni politiche per governare Vibo Valentia?



