Vibo perde quasi 2,4 milioni di euro per un errore nella documentazione, l’opposizione attacca: clamorosa incapacità amministrativa

I gruppi consiliari di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore vibonese, Noi Moderati, Identità territoriale e Antonella Petracca (Gruppo misto) chiedono chiarezza sul finanziamento destinato a Vena e Piscopio. Nella bufera anche tecnici, uffici e burocrazia

C’è poco da girarci intorno, secondo i gruppi di opposizione: la vicenda del finanziamento destinato a Vena e Piscopio rappresenta un “fallimento amministrativo”. Quasi 2,4 milioni di euro, risorse che avrebbero dovuto trasformarsi in interventi concreti di riqualificazione per due importanti quartieri di Vibo Valentia, sono finiti al centro di una contestazione politica pesantissima. Il finanziamento, sostengono i consiglieri di minoranza, sarebbe stato perso non per la posizione in graduatoria, non per la qualità del progetto e neppure per l’assenza di risorse, ma a causa di un errore nella documentazione trasmessa. E allora, anche se i gruppi di opposizione non si spingono oltre, il ragionamento torna a ruotare attorno all’efficienza, alla distrazione, o disattenzione di tecnici, uffici e apparato burocratico di palazzo Luigi Razza.

Vibo Valentia, viene ricordato nella nota, era riuscita a collocarsi ai vertici della graduatoria regionale, conquistando quello che avrebbe potuto essere uno dei risultati concreti dell’amministrazione sul terreno della programmazione e della capacità di intercettare risorse. Un progetto da quasi 2,4 milioni che avrebbe potuto rappresentare un’occasione importante per Vena e Piscopio. E invece, accusano i gruppi consiliari, “abbiamo perso il finanziamento”.

Per Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore vibonese, Noi Moderati, Identità territoriale e per Antonella Petracca del Gruppo misto, la vicenda non può essere archiviata come una semplice svista burocratica. Al contrario, l’errore nella documentazione viene considerato la dimostrazione di una gestione amministrativa che avrebbe dovuto garantire maggiore attenzione, controllo degli atti, competenza e professionalità.

Dalla vetta della graduatoria alla perdita delle risorse

Il paradosso, secondo l’opposizione, è evidente: Vibo era riuscita a conquistare una posizione di vertice nella graduatoria regionale, risultato che avrebbe potuto essere rivendicato come prova della capacità di progettare e intercettare finanziamenti. Ora, invece, quelle risorse rischiano di non arrivare più in città. “Da primi per finanziamento a barzelletta della Calabria”, è l’espressione utilizzata nella nota per descrivere quella che i firmatari considerano una clamorosa inversione di rotta.

Quasi 2,4 milioni di euro, destinati a interventi nei quartieri di Vena e Piscopio, rischiano dunque di sfumare per una vicenda che l’opposizione definisce “incredibile”. E proprio per questo, i gruppi consiliari contestano in anticipo qualsiasi tentativo di ridimensionare l’accaduto definendolo una semplice questione burocratica.

“Amministrare non significa soltanto partecipare ai bandi, fare comunicati quando arrivano le buone notizie e rivendicare i risultati”, sottolineano i firmatari. Amministrare, secondo l’opposizione, significa anche portare i finanziamenti fino alla conclusione, controllare gli atti, verificare la documentazione, seguire le procedure e assumersi la responsabilità delle decisioni. Quando sono in gioco milioni di euro di risorse pubbliche, prosegue la nota, un errore può avere conseguenze pesanti. E a pagare, in ultima istanza, sarebbero i cittadini.

Chi controllava la documentazione? I cittadini hanno il diritto di sapere

Il conto, secondo i gruppi di minoranza, ricadrebbe direttamente sulla città. A pagare sarebbero Vena e Piscopio, che vedrebbero sfumare interventi attesi, e più in generale Vibo Valentia, privata di un’importante opportunità di riqualificazione. Da qui le domande che l’opposizione mette nero su bianco: chi controllava la pratica? Chi ha verificato la documentazione? Chi si è assunto la responsabilità della procedura? E soprattutto, perché un finanziamento di questa portata, conquistato dopo essere arrivati ai vertici della graduatoria regionale, sarebbe stato compromesso da un errore che poteva e doveva essere evitato?

Per l’opposizione non sono sufficienti comunicati stampa o spiegazioni generiche e non è sufficiente attribuire la responsabilità alla complessità delle procedure burocratiche. Al centro della vicenda ci sono quasi 2,4 milioni di euro e un progetto destinato a due quartieri della città. Per questo i gruppi consiliari chiedono che l’amministrazione venga in Consiglio comunale a spiegare pubblicamente cosa sia accaduto, quali controlli siano stati effettuati, chi abbia commesso l’errore e, soprattutto, quali iniziative si intendano assumere per tentare di recuperare il finanziamento.

“Non accetteremo che venga archiviata come una semplice svista”

La richiesta dell’opposizione è dunque quella di fare chiarezza e di tentare ogni strada possibile per salvaguardare le risorse. Se si è trattato realmente di un errore materiale, sostengono i firmatari, l’amministrazione deve fare tutto ciò che è consentito per difendere il finanziamento e gli interessi della città, percorrendo ogni strada amministrativa e giudiziaria possibile e mettendo in campo tutte le iniziative necessarie per evitare che Vibo perda definitivamente le risorse. Ma il punto politico, per i gruppi di minoranza, resta anche un altro: dire la verità ai cittadini. “Il problema non è soltanto aver perso un finanziamento”, si legge nella nota. “Il problema è ciò che questa vicenda racconta della capacità amministrativa di chi oggi governa Vibo Valentia”.

Una “barzelletta” in salsa vibonese

L’opposizione individua così una precisa parabola: si è passati dall’annuncio orgoglioso di un progetto collocato ai vertici della graduatoria regionale alla necessità di spiegare ai cittadini perché quel finanziamento non ci sia più. Una vicenda che, secondo i firmatari, fotografa un metodo amministrativo nel quale “si parte con gli annunci e si finisce con le occasioni perse”. La contestazione è quindi politica e amministrativa insieme. Vibo, sostengono i gruppi di opposizione, rischia di diventare una “barzelletta” non per responsabilità della città, dei suoi cittadini o dei suoi quartieri, ma per l’incapacità dell’amministrazione di portare a compimento uno dei pochi risultati concreti che era riuscita a ottenere.

Vena e Piscopio, conclude la nota, meritavano rispetto. Vibo Valentia meritava competenza. I cittadini meritavano un’amministrazione all’altezza delle opportunità che la città era riuscita a conquistare. Invece, denunciano Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore vibonese, Noi Moderati, Identità territoriale e Antonella Petracca del Gruppo misto, ci si trova davanti “all’ennesima occasione persa”. L’opposizione annuncia quindi che continuerà a chiedere “chiarezza, responsabilità e trasparenza”. Perché quasi 2,4 milioni di euro, ribadiscono i firmatari, “non sono un dettaglio, non sono una pratica qualsiasi e non sono una cifra da liquidare con una spiegazione burocratica”.

 

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