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Vibo Valentia, l’aggressione a Nocita arriva in Consiglio. Poi il caso Meridionale Petroli e commissione speciale

In primo piano anche una sfilza di interrogazioni, a cominciare dai chiarimenti sul protocollo d'intesa, rendiconto e debiti fuori bilancio

È una seduta densa, formale nei punti ma potenzialmente esplosiva nei contenuti politici, quella del Consiglio comunale di Vibo Valentia convocato per questa mattina alle ore 9. In primo piano la brutale aggressione al dirigente del settore Urbanistica del comune, Andrea Nocita, aggredito a bastonate ieri pomeriggio alla stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo. Una vicenda che anche se non all’ordine del giorno il sindaco Enzo Romeo e l’intero consiglio comunale non potrà ignorare. 

Per il resto l’ordine del giorno spazia dai conti dell’ente alle emergenze sul territorio, ma che già alla vigilia viene segnato da un tema destinato a dominare il dibattito: la delocalizzazione dei depositi costieri della Meridionale Petroli a Vibo Marina.

Interrogazioni: subito il tema Meridionale

Dopo le comunicazioni iniziali del presidente del Consiglio e del sindaco, l’aula entrerà nel vivo con le interrogazioni. Ed è qui che emerge subito il primo passaggio chiave: tra i quesiti presentati dai consiglieri, uno riguarda direttamente la “delocalizzazione dei depositi costieri della Meridionale Petroli e la reale natura degli impegni assunti dall’amministrazione” . Un punto ce presenta tante opacità e sul    quale in molti sono pronti a  chiedere spiegazioni. L’aula sarà  chiamata a fare  piena luce su tempi, atti e responsabilità di un percorso ritenuto decisivo per il futuro dell’area portuale.

Commissione speciale e scontro annunciato

Il vero snodo arriverà  quando l’aula sarà chiamata a discutere l’ordine del giorno presentato dai gruppi di opposizione per l’istituzione di una commissione consiliare speciale sulla delocalizzazione dei depositi della Meridionale Petroli . Una proposta che non nasce oggi, ma che arriva in Consiglio dopo giorni di tensioni e prime resistenze. I gruppi di minoranza – da Forza Italia a Fratelli d’Italia, passando per Cuore Vibonese, Noi Moderati e Identità Territoriale – puntano a un organismo dedicato, con funzioni di studio, controllo e monitoraggio.

Non solo: nella richiesta è prevista anche la gratuità totale dell’attività, senza gettoni di presenza, proprio per evitare contestazioni di natura economica. Sul tavolo resta però una questione politica ancora più sensibile: quella dell’accesso agli atti. Le opposizioni chiedono di poter visionare integralmente il protocollo che impegnerebbe, entro quattro anni, alla delocalizzazione degli impianti. Un passaggio che, secondo quanto viene denunciato, non sarebbe stato ancora chiarito fino in fondo. Ed è su questo terreno che il confronto rischia di farsi più duro.

Bilancio, lavori urgenti e debiti fuori bilancio

La seduta proseguirà poi con una serie di atti amministrativi di peso. In discussione l’approvazione del rendiconto della gestione 2025, passaggio fondamentale per certificare lo stato dei conti dell’ente . A seguire, spazio ai lavori pubblici di somma urgenza legati agli interventi nell’area costiera del torrente Antonucci dopo le mareggiate di febbraio, quindi due variazioni di bilancio – tra cui quella con applicazione dell’avanzo di amministrazione – e il riconoscimento dei debiti fuori bilancio . Un pacchetto tecnico che da solo basterebbe a caratterizzare la seduta, ma che rischia di passare in secondo piano.

Il mercato di Vibo Marina

Non passerà in secondo piano la proposta per il ritorno del mercato settimanale nel centro urbano di Vibo Marina, con indicazioni su sicurezza, sostenibilità economica e rilancio del commercio di vicinato . Un tema diverso, ma che conferma come il focus della seduta sia fortemente concentrato sulla frazione marina e sulle sue prospettive.

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