Ci sono riconoscimenti che premiano non soltanto il lavoro svolto, ma anche il modo in cui lo si interpreta. Quello conferito a Vincenzo Mangione, operatore ecologico del Comune di Pizzo, racconta la storia di un uomo che da anni si dedica alla pulizia della città con impegno, puntualità e senso del dovere. L’onorificenza San Pio X gli è stata assegnata per la serietà e la dedizione dimostrate nell’esercizio delle proprie mansioni.
La città come casa propria
Nato il 24 ottobre 1963, Mangione è una presenza familiare per i vicoli del centro storico e per le strade di Pizzo. Si alza presto, spesso prima dell’orario di servizio, perché vuole affrontare con calma il lavoro e dedicare alla propria zona tutta l’attenzione necessaria. La pulizia, per lui, non è soltanto un compito da assolvere: è una cura quotidiana, quasi personale, del luogo in cui vive. Anche la divisa ha la sua importanza. Indossarla correttamente significa rispettare il proprio ruolo e l’istituzione che rappresenta. Un principio semplice, tradotto in comportamenti concreti e in una presenza costante, senza bisogno di rivendicare meriti.
Un gigante buono, stimato da tutti
Imponente nella corporatura, Mangione è conosciuto per la gentilezza e la disponibilità. Non ama le polemiche e non cerca occasioni per lamentarsi. L’unica piccola difficoltà arriva quando bisogna rinnovare le scarpe da lavoro: porta il numero 48 e trovare la misura adatta può richiedere qualche giorno in più. Per il resto, parlano le sue giornate, trascorse al servizio della comunità, con la stessa attenzione anche per quei piccoli rifiuti che altri potrebbero ignorare. Un impegno apprezzato dai cittadini e da chi ha avuto modo di lavorare con lui, anche nel passaggio tra le diverse ditte che gestiscono il servizio di igiene urbana.
L’onorificenza San Pio X riconosce così il valore di un lavoratore che non cerca visibilità, ma considera il proprio compito una responsabilità da assolvere ogni giorno. La storia di Vincenzo Mangione ricorda che il funzionamento di una comunità dipende anche da persone che operano lontano dai riflettori, con umiltà e rispetto. E che la dignità del lavoro si misura, prima di tutto, nella serietà con cui lo si svolge.



