’Ndrangheta nel Vibonese, richieste di ergastolo e pene fino a 15 anni nel processo “Habanero”

L’inchiesta ha portato all’arresto di 14 persone e ricostruito la faida tra clan locali, inclusa la strage di Ariola che costò la vita a tre persone

La Dda di Catanzaro ha avanzato al gup del Tribunale le richieste di condanna nei confronti degli imputati che hanno optato per il rito abbreviato nell’ambito del procedimento nato dall’inchiesta “Habanero”.

L’accusa ha chiesto l’ergastolo per Francesco Capomolla, ritenuto dagli investigatori il presunto capo del locale di Ariola e considerato il “braccio armato” del clan dei cugini Angelo e Francesco Maiolo. Secondo quanto dichiarato dal collaboratore di giustizia Enzo Taverniti, sarebbero stati proprio loro i responsabili della strage di Ariola, che costò la vita a tre persone nell’ambito della faida con la famiglia Loielo.

L’inchiesta “Habanero”, coordinata dalla Dda catanzarese, ha portato a un’operazione il 21 giugno dello scorso anno. L’intervento è stato condotto dai Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Vibo Valentia, con supporto operativo dei comandi provinciali di Reggio Calabria, Pescara, Chieti e Torino. Le indagini hanno colpito la cosca Maiolo, attiva nei comuni di Gerocarne, Acquaro, Soriano e Dasà, e si sono concluse con l’arresto di 14 persone.

Richieste

Le richieste di condanna avanzate dalla Dda sono le seguenti:

– Francesco Capomolla, ergastolo

– Vincenzo Pisano: 16 anni

– Domenico Fusca e Giuseppe Taverniti: 15 anni ciascuno

– Cosimo Bertucci, Francesco Bertucci, Cristian Domenico Capomolla, Giorgio Galiano, Sandro Ganino, Francesco Tarzia: 12 anni ciascuno

– Francesco Antonio Ciconte, Rinaldo Loielo, Nicola Antonio Papaleo, Rodolphe Pinto: 10 anni ciascuno

– Luca Marano e Francesca Silipo: 4 anni ciascuno.

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