Il dio della ricchezza è cieco: a Vibo va in scena il paradosso di Pluto

Per la stagione AMA Calabria, una rilettura contemporanea del classico di Aristofane. Tra satira e distopia, lo spettacolo indaga il fragile confine tra benessere e utilità del lavoro
pluto

Un classico della commedia antica che torna a interrogare il presente: è questo il cuore del prossimo appuntamento della stagione teatrale di AMA Calabria, che venerdì 27 marzo porterà al Teatro Comunale di Vibo Valentia lo spettacolo “Pluto o il dono della fine del mondo”, con un doppio appuntamento, matinée dedicata alle scuole e spettacolo serale alle ore 21:00.

Il dio Pluto

Scritto da Anton Giulio Calenda e Valeria Chimenti e liberamente tratto dal Pluto di Aristofane, lo spettacolo, porta in scena una rilettura contemporanea di uno dei testi più sorprendenti del teatro classico, mantenendone intatta la forza provocatoria e l’ironia tagliente. Al centro della vicenda il dio Pluto, figura della ricchezza resa cieca, incapace di distinguere tra giusti e ingiusti. È da questa condizione originaria che prende forma una riflessione che tocca temi profondamente contemporanei: la distribuzione delle risorse, il rapporto tra lavoro e valore, la fragilità degli equilibri sociali. L’ipotesi, al tempo stesso ironica e destabilizzante, è quella di una società in cui la ricchezza sia accessibile a tutti, fino a rendere inutile il lavoro stesso.

La drammaturgia sviluppa questi interrogativi in una costruzione scenica che alterna leggerezza e tensione critica, mantenendo vivo il dialogo tra la matrice comica aristofanea e una sensibilità pienamente contemporanea. Il riferimento al testo classico diventa così una lente attraverso cui leggere le contraddizioni del nostro tempo, evitando facili attualizzazioni e puntando invece su una riflessione più profonda e stratificata.

In scena Alessandro Di Murro, Matteo Baronchelli, Alessio Esposito, Amedeo Monda e Laura Pannia, diretti dallo stesso Alessandro Di Murro, per una produzione del Gruppo della Creta, realtà attenta ai linguaggi della ricerca e della drammaturgia contemporanea. La regia si muove su una linea essenziale e dinamica, sostenuta dalle musiche originali di Amedeo Monda e dai costumi di Giulia Barcaroli, contribuendo a costruire un impianto scenico coerente e incisivo.

Tra nuove generazioni e scena contemporanea

L’inserimento dello spettacolo nella stagione AMA Calabria conferma una linea culturale attenta alla qualità e alla complessità delle proposte, capace di affiancare titoli di grande tradizione a lavori che interrogano il presente attraverso nuove scritture e riletture del repertorio. In questo percorso si colloca anche l’attenzione rivolta al pubblico più giovane, con la matinée dedicata alle scuole, che rappresenta un’occasione concreta di incontro con il teatro e un passaggio significativo nella costruzione di una relazione consapevole tra nuove generazioni e scena contemporanea.

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