La politica continua a parlare di lavoro e sacrifici, evocando un sistema produttivo che resiste anche grazie all’autotrasporto, colonna portante dell’80% della distribuzione delle merci in Italia. Ma oggi proprio quel settore è in ginocchio. Il peso insostenibile dei costi del carburante, in particolare del gasolio, sta mettendo a dura prova migliaia di imprese e lavoratori, con una situazione che si fa sempre più drammatica dalla Calabria al resto del Paese.
Il peso insostenibile del carburante
Da mesi il prezzo del gasolio ha raggiunto livelli fuori controllo, erodendo margini già ridotti e rendendo impossibile sostenere le attività quotidiane. Le aziende di autotrasporto denunciano una crisi strutturale aggravata dall’assenza di misure efficaci e tempestive. Non si tratta più di una difficoltà temporanea, ma di un’emergenza che rischia di travolgere un intero comparto strategico per l’economia nazionale.
Lo sciopero e il rischio paralisi
In questo contesto, Trasportounito ha proclamato uno sciopero nazionale di cinque giorni, da oggi fino a sabato 25 aprile, con la possibilità di ulteriori fermi qualora non arrivino risposte concrete. Un segnale forte, che getta un’ombra lunga sulla tenuta della logistica italiana. Il rischio è una paralisi della distribuzione, con conseguenze dirette anche per i cittadini: dalla carenza di beni essenziali come cibo e farmaci fino al rallentamento dell’intera filiera produttiva. La protesta degli autotrasportatori si trasforma così in un campanello d’allarme che la politica non può più permettersi di ignorare.


