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Balneari, scontro sulle concessioni: Calabria pronta a ricorrere alla Consulta dopo lo stop del Senato

Il vicepresidente della Regione Filippo Mancuso parla di “richiesta giusta”, mentre il Sib Calabria definisce la decisione “una grave ingiustizia” e chiede interventi urgenti a sostegno del settore

La vicenda delle concessioni balneari in Calabria si infiamma dopo la bocciatura, in Commissione Bilancio del Senato, dell’emendamento che prevedeva la proroga per gli stabilimenti colpiti dai recenti eventi meteorologici estremi.

“Si è fatto di tutto per cercare di prorogarle, perché siamo di fronte a un problema reale provocato dai vari cicloni che si sono abbattuti sulla Calabria”, ha dichiarato all’ANSA il vicepresidente della Giunta regionale della Calabria Filippo Mancuso, esponente della Lega. “La ritengo una richiesta giusta – ha aggiunto – è stata bocciata ma vedremo come affrontare la questione”.

Mancuso ha inoltre annunciato le prossime mosse dell’ente regionale: “In Consiglio regionale abbiamo presentato una proposta di legge che proroga le concessioni a prescindere da quello che poi avverrà a livello centrale. Intendiamo andare avanti e, di fronte a una eventuale bocciatura del Governo, proporre ricorso alla Corte costituzionale. Se ci sono gli elementi ricorreremo sicuramente anche alla Corte europea”.

Il vicepresidente ha sottolineato anche la necessità di interventi immediati a sostegno del settore: “È un atto dovuto stare vicino a chi ha subito danni e si appresta ad affrontare la stagione balneare. Dal 4 maggio sarà aperta la piattaforma di Fincalabra per i primi ristori alle imprese, soprattutto balneari”.

Le associazioni: “Una grave ingiustizia”

Sul fronte delle associazioni di categoria, arriva una dura reazione. “È stata un’ennesima e grave ingiustizia, non ce lo aspettavamo”, ha dichiarato all’ANSA Antonio Giannotti, presidente del Sib Calabria. “Una estensione di pochi anni per permettere alle attività colpite di riprendersi è stata negata tirando in ballo la Bolkestein o problemi di copertura finanziaria. In uno stato emergenziale non esiste nulla di tutto questo”.

Giannotti parla di “colpo grave per la categoria” e contesta le motivazioni tecniche del provvedimento: “Le giustificazioni del Mef non reggono. Anche il Codice dei contratti prevede la possibilità di prorogare in situazioni di difficoltà. Non c’è attenuante a un diniego così inaspettato”.

La partita, dunque, resta aperta tra livello regionale e governo centrale, con la Calabria pronta a insistere su proroghe e ristori e gli operatori del settore in attesa di risposte concrete per affrontare la prossima stagione turistica.

Balneari, stop alla proroga: la Commissione Bilancio boccia l’emendamento della Lega

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