“Questo non è un premio. È un impegno. E io lo sento addosso”. Nelle parole di Pietro Comito c’è il senso più profondo della prima edizione del Premio giornalistico “Gianni Bruni”, istituito dal Rotary Club Catanzaro in occasione del 75° anniversario della sua fondazione. Una serata intensa, ospitata nella sede di Confindustria Catanzaro e moderata dal prefetto del Club Fabio Scavo, che ha visto alternarsi interventi, testimonianze e momenti di forte carica emotiva nel ricordo di una figura simbolo della città.
Giornalismo come responsabilità civile
Il riconoscimento nasce con l’obiettivo di valorizzare un giornalismo inteso come presidio civile, capace di incidere nella realtà e contribuire alla crescita della comunità. Un modello che Comito, con oltre vent’anni di attività nel racconto della Calabria e dei fenomeni criminali, incarna pienamente. “Non è un riconoscimento a una persona, ma a un’idea di giornalismo – ha sottolineato – un giornalismo di frontiera, fatto di strada, tribunali e presenza nei luoghi difficili”.
Una dedica speciale
Nel suo intervento, il giornalista ha anche ricordato le difficoltà della professione: “I giornalisti sono spesso precari, sottopagati, soli. Il rischio è perdere il contatto con la realtà. Questo lavoro invece richiede esserci, vedere, raccontare”. E poi la dedica a Michele Albanese: “Per me era un fratello. Questo premio è soprattutto suo”.
Il ruolo dell’informazione
A delineare il significato dell’iniziativa è stato il presidente del Rotary Club Catanzaro, Ferdinando Saracco: “Celebriamo 75 anni di storia condividendoli con la città. Oggi più che mai c’è bisogno di un’informazione corretta, affidabile e responsabile”.
Centrale il ricordo di Gianni Bruni, giornalista, avvocato e storico direttore di Confindustria Catanzaro, descritto come “una delle figure più rappresentative della vita culturale e civile cittadina”. A restituirne il profilo sono stati, tra gli altri, i past president Carlo Maletta e Giovanni Petracca, che hanno parlato di “un galantuomo capace di unire diritto, informazione e spirito di servizio”. Tra i momenti più toccanti, l’intervento della figlia Elena Bruni: “Mio padre non viveva a Catanzaro: lui era dentro Catanzaro”. Un ricordo intimo che ha restituito l’immagine di un uomo autentico, coerente e profondamente legato alla sua città.
Numerosi gli interventi istituzionali e del mondo associativo. Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, ha sottolineato “lo stile fatto di etica, misura e coerenza” di Bruni, mentre il presidente dell’Ordine dei giornalisti Peppe Soluri ha evidenziato la necessità di recuperare “una certa signorilità nel giornalismo”. Spazio anche all’impegno concreto del Rotary, con il racconto dei progetti sociali illustrati da Luigi Noto, e ai ricordi personali, come quello di Paolo Abramo, che ha evidenziato l’umiltà e l’umanità di Bruni.
Nel corso della serata è stato inoltre conferito il titolo di socio onorario del Rotary Club Catanzaro al magistrato Raffaele Mazzotta, per l’impegno nella difesa dello Stato di diritto e nella lotta alla criminalità organizzata.
Passaggio di testimone
A chiudere, ancora le parole di Comito: “Questo premio è un impegno da condividere. Non è solo mio”. Una frase che riassume il senso dell’intera iniziativa: non una celebrazione, ma un passaggio di testimone tra memoria, responsabilità e futuro del giornalismo.


