Tra qualche ora (ore 21) le fiaccole si accenderanno nell’area industriale del Vibonese, diventata negli ultimi giorni il simbolo di una spirale criminale che sta soffocando il territorio. La fiaccolata organizzata dalla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e dalla Parrocchia Gesù Salvatore di Jonadi attraverserà le strade delle aziende finite nel mirino di incendi, spari, minacce e attentati. Non una manifestazione rituale, ma una presa di posizione pubblica contro la violenza criminale che da settimane colpisce imprenditori, amministratori, dirigenti pubblici e attività economiche. Insieme al vescovo Attilio Nostro sfileranno sindaci, amministratori, forze politiche e sociali.
Una lunga scia di attentati
L’elenco degli episodi è ormai impressionante. A ricordarlo, oggi in Parlamento, è stato anche l’on. Riccardo Tucci (M5S), che nell’aula della Camera ha parlato apertamente di “città sotto assedio”, chiedendo un intervento urgente del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La sequenza parte dal 2025 con l’auto incendiata alla dirigente comunale Claudia Santoro. Poi, a dicembre, i cinque colpi di pistola esplosi contro l’abitazione e l’auto del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello.
A gennaio il livello si alza ancora: il 23 viene ritrovata una bottiglia incendiaria davanti alla macelleria Chiarello, mentre nello stesso giorno viene colpito il cantiere della ditta impegnata nei lavori della scuola Buccarelli. Ventiquattro ore dopo, il 24 gennaio, tre auto vengono incendiate, tra cui quelle di un farmacista e di un imprenditore della ristorazione. Il 28 gennaio arriva una lettera di minacce di morte all’imprenditore Francesco Patania.
Poi il salto definitivo: il 30 aprile il dirigente comunale Andrea Nocita viene seguito e preso a bastonate nel sottopasso della stazione di Vibo-Pizzo. Infine il raid del 4 maggio, quando in una sola notte vengono colpite con colpi di fucile ben cinque aziende dell’area industriale: Metal Sud, Sud Edil Ferro, Coloca Agricola, ditta Baldo, Kernel e l’auto di un parrucchiere crivellata di colpi di pistola. Infine, ieri la nuova intimidazione: una lettera minatoria recapitata sulla scrivania dell’assessore comunale Marco Talarico con la frase “Il prossimo sarai tu”.
La risposta del territorio
La fiaccolata nasce proprio da qui: dalla necessità di reagire pubblicamente a una pressione criminale che ormai non colpisce più singoli episodi, ma un intero tessuto sociale ed economico. Il corteo attraverserà i luoghi simbolo di questa escalation, portando vicinanza agli imprenditori e alle famiglie coinvolte. Un gesto che vuole rompere il silenzio e restituire presenza istituzionale e civile a un territorio che avverte sempre più forte il peso della paura.
“Non siete soli”
Nel suo intervento alla Camera, Tucci ha chiesto al Governo misure immediate: più videosorveglianza, maggiore protezione per amministratori e dirigenti, sostegno alle imprese colpite. Ma intanto, questa sera, sarà la comunità a metterci la faccia. Con le fiaccole accese in mezzo ai capannoni colpiti dagli spari e dagli incendi. Perché il messaggio che parte dall’area industriale del Vibonese è semplice e durissimo allo stesso tempo: il territorio non vuole piegarsi.



