Si è conclusa poco fa la fiaccolata organizzata dalla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e dalla Parrocchia Gesù Salvatore di Jonadi nell’area industriale di Vibo Valentia, divenuta negli ultimi giorni il simbolo dell’escalation criminale che interessa il territorio. A guidare il corteo, il vescovo Attilio Nostro, affiancato da imprenditori, associazioni e sindaci con la fascia tricolore, oltre ad amministratori e centinaia di cittadini. Una presenza forte, silenziosa e compatta, nata dal bisogno di esprimere vicinanza agli imprenditori e alle persone finite nel mirino di attentati, minacce e violenze. La fiaccolata ha attraversato tutta l’area industriale, accompagnando la statua della Madonna portata a spalla lungo i viali che nei giorni scorsi erano stati teatro di raid e intimidazioni.

“Non lasciamo soli gli imprenditori”
Al termine del corteo, il vescovo Attilio Nostro ha rivolto un messaggio intenso ai presenti. “Grazie di cuore a chi questa sera ha lasciato la propria casa e le proprie occupazioni per essere qui”, ha detto, parlando di una comunità che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Parole forti anche verso chi ha seminato paura: “Preghiamo perché si muova il cuore di coloro che hanno mancato di rispetto alla dignità umana, al lavoro, all’impresa, al territorio e alla società”.
Una risposta civile alla paura
Nel suo intervento, il vescovo ha chiesto preghiere per le famiglie, per il territorio, per le forze dell’ordine e per tutti coloro che ogni giorno garantiscono sicurezza e legalità nel Vibonese. La manifestazione si è chiusa con un messaggio chiaro: la comunità non vuole restare in silenzio davanti alla violenza criminale che negli ultimi mesi ha colpito aziende, amministratori pubblici e dirigenti comunali. Le fiaccole si sono spente, ma resta l’immagine di un territorio che prova a reagire, unito, alla paura.


