Calabria, quasi un cittadino su quattro vive ai margini: cresce la povertà e i bambini pagano il prezzo più alto

Eurostat fotografa l’emergenza sociale nella regione: rischio esclusione al 37,2%, mentre il disagio economico e culturale colpisce soprattutto le nuove generazioni

La Calabria continua a fare i conti con una crisi sociale che non arretra e che, anzi, si riflette sempre più nella vita quotidiana delle famiglie. I dati europei restituiscono l’immagine di una regione lasciata sola davanti alle proprie fragilità, dove il rischio povertà ed esclusione sociale raggiunge il 37,2%, il valore più alto d’Italia e oltre il doppio rispetto alla media nazionale. Numeri che non parlano soltanto di economia, ma raccontano una condizione diffusa di precarietà, isolamento e rinuncia.

Dietro le statistiche ci sono le difficoltà di migliaia di cittadini che convivono ogni giorno con salari insufficienti, lavoro discontinuo, servizi carenti e prospettive sempre più ristrette. Una realtà che si percepisce nei piccoli centri come nelle periferie urbane, nei volti rassegnati di chi fatica ad arrivare alla fine del mese e in una rete sociale che appare sempre più fragile.

L’emergenza che colpisce i più piccoli

A pagare il prezzo più alto sono soprattutto i bambini e gli adolescenti. In Calabria il 44% dei minori vive in condizioni di rischio povertà o esclusione sociale. Un dato allarmante che colloca la regione tra le peggiori del Paese, superata soltanto da Campania e Sicilia. Si tratta di una povertà che va oltre la dimensione economica. Alla mancanza di reddito si affianca infatti una povertà educativa sempre più evidente: meno opportunità culturali, minori possibilità di accesso ad attività formative e una crescente difficoltà nel costruire percorsi di crescita adeguati. Il rischio è quello di alimentare un circolo vizioso che condanna intere generazioni a restare intrappolate nelle stesse condizioni di disagio.

Dispersione scolastica in calo

Nel mezzo di questo scenario complesso emerge però un segnale che, almeno in apparenza, lascia intravedere uno spiraglio positivo. I dati relativi alla dispersione scolastica esplicita – quella degli studenti che decidono di interrompere il percorso di studi – mostrano infatti una diminuzione significativa. Il calo degli abbandoni scolastici rappresenta un elemento incoraggiante, ma non sufficiente a cancellare le criticità strutturali del territorio. Perché dietro la permanenza nelle aule scolastiche resta aperta la questione della qualità delle opportunità offerte ai giovani calabresi. Restare a scuola non significa automaticamente uscire dalla condizione di svantaggio sociale, soprattutto in una regione dove le disuguaglianze continuano a segnare profondamente il futuro delle nuove generazioni.

La Calabria resta così sospesa tra piccoli segnali di miglioramento e una realtà sociale ancora durissima. Una terra che continua a chiedere attenzione, investimenti e politiche capaci di trasformare i numeri in possibilità concrete di riscatto.

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

Il primo cittadino ha ribadito la volontà di proseguire il proprio mandato nonostante l’accaduto: “Non mi faccio intimidire e porterò a termine la consiliatura”
Si tratta del filone d’indagine connesso all’inchiesta che ha portato già all’arresto di tre persone
Chiusa la gara per le infrastrutture di terra. Il piano prevede il potenziamento della viabilità con fondi CIS e un progetto di finanza per i parcheggi che, secondo Sacal, garantirà un vantaggio economico di 19 milioni rispetto alla gestione diretta

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792