Non si ferma la sequenza di roghi nel Vibonese. L’ultimo allarme è scattato poco prima della mezzanotte tra domenica e lunedì in via Italo Calvino, nel cuore della città, dove le fiamme hanno avvolto e distrutto una Fiat Panda di proprietà di un giovane di 31 anni.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del Fuoco per domare l’incendio e gli agenti della Questura di Vibo Valentia per i rilievi di rito. Sebbene l’origine dolosa sia al vaglio degli inquirenti, le prime indiscrezioni investigative sembrano escludere la pista del racket estorsivo; l’atto, infatti, sarebbe da ricondurre a possibili attriti legati alla sfera personale della vittima.
Un territorio sotto assedio
Nonostante la natura isolata del singolo episodio, l’evento si inserisce in un contesto provinciale estremamente teso. Negli ultimi mesi, tra il capoluogo e i centri dell’hinterland come Jonadi, San Gregorio d’Ippona e Arena, si è assistito a una preoccupante escalation di atti intimidatori: dai colpi di pistola contro esponenti politici e privati cittadini, al rinvenimento di bottiglie incendiarie nei cantieri pubblici e davanti ad attività commerciali.
Le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo, lavorando per distinguere i reati di matrice mafiosa dalle azioni dei cosiddetti “cani sciolti”, in un mosaico criminale che continua a scuotere la serenità della provincia.


