Conti comunali a Fabrizia, scontro totale. Demasi replica a Fazio: “Nessun allarmismo, lo dice la Corte dei Conti”

L’ex consigliere attacca sui rilievi finanziari e chiede un Consiglio comunale aperto

Non si placa la tempesta politica sui bilanci del Comune di Fabrizia. Dopo le rassicurazioni del sindaco Francesco Fazio (leggi qui), che aveva liquidato le preoccupazioni dell’opposizione come “propaganda”, arriva la durissima controreplica di Domenico Demasi. L’ex consigliere comunale rimanda al mittente le accusate di allarmismo, sollevando la deliberazione della Corte dei Conti come prova di una situazione finanziaria definita “drammatica”.

Il clima nel centro delle Serre vibonesi si face sempre più teso, in un contesto politico peculiare: l’ultima tornata elettorale ha visto la presentazione di una sola lista, lasciando l’assise cittadina priva di una minoranza consiliare formale. Un vuoto di vigilanza che, secondo Demasi, rende ancora più necessario il controllo democratico da parte della cittadinanza.

Il blocco dei rilievi: le contestazioni della magistratura contabile

Demasi esce dalla sfera delle opinioni personali e scende nel dettaglio dei numeri, mettendo in fila le criticità rilevate dall’organo dello Stato che, a suo dire, dimostrerebbero una gestione finanziaria artificiale e ben lontana dalla regolarità. Nello specifico, l’ex consigliere evidenzia la grave sottostima del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), dove l’accantonamento di 766mila euro operato dall’ente risulterebbe inferiore di oltre 600mila euro rispetto al valore reale stimato dalla Corte (1,37 milioni), alterando la percezione della reale salute del bilancio.

A questo si aggiunge la formale contestazione di irregolarità nella gestione dell’anticipazione di tesoreria, utilizzata come una sorta di “indebitamento occulto” e non rimborsata a fine esercizio per decine di migliaia di euro. Sotto la lente della magistratura contabile è finita anche la gestione dei cruciali fondi PNRR, che l’Ente avrebbe registrato all’interno della cassa libera anziché in quella vincolata, violando l’obbligo di destinazione e di gestione separata. Infine, Demasi punta il dito sul ripiano del disavanzo 2022 (pari a circa 147mila euro), spalmato su tre esercizi finanziari ma in totale assenza dell’atto formale e della delibera di Consiglio Comunale richiesti espressamente dall’art. 188 del TUEL.

“L’allarmismo non appartenne a chi informa, ma a chi nasconde”, incalza Demasi, denunciando inoltre l’assenza della delibera della Corte dei Conti sull’Albo Pretorio comunale, in potenziale contrasto con le norme sulla trasparenza. L’ex consigliere ha già annunciato l’invio della documentazione alla Prefettura di Vibo Valentia.

Il fattore economico: il nodo viabilità e il caso “Acqua Fabrizia”

La critica di Demasi si sposta poi dal piano tecnico a quello economico e sociale, legandosi alle recenti lamentele del tessuto produttivo locale. Viene richiamato l’allarme lanciato dall’imprenditore Latassa, titolare dello stabilimento Acqua Fabrizia, e dagli operatori del comparto boschivo. Al centro della protesta, lo stato emergenziale della viabilità interna che starebbe soffocando le principali fonti di reddito del territorio, accelerando – secondo l’esponente politico – l’emorragia dei giovani verso l’esterno.

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