Sicurezza sì, ma senza sacrificare uno dei punti più frequentati del litorale vibonese. È questa la posizione del gruppo Democratici e Riformisti per Vibo che, attraverso il referente Vincenzo Mirabello, ha depositato in Prefettura un articolato documento di osservazioni alla bozza del Piano di Emergenza Esterna (PEE) della Meridionale Petroli. L’iniziativa punta ad aprire un confronto prima dell’approvazione definitiva del piano, chiedendo una revisione della soluzione individuata per garantire l’accesso dei mezzi di soccorso in caso di emergenza nello stabilimento petrolifero di Vibo Marina. Secondo Mirabello, l’obiettivo deve essere quello di trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza legate all’attività industriale e la tutela della vocazione turistica, commerciale e sociale della zona costiera.

Il nodo di Via Vespucci
La principale contestazione riguarda la previsione contenuta nella bozza del PEE che prevede la realizzazione di un corridoio permanente di emergenza lungo Via Amerigo Vespucci, per una larghezza di 3,50 metri e una lunghezza di circa 240 metri. Una scelta che comporterebbe la soppressione di numerosi stalli di sosta sul lungomare e una modifica sostanziale della viabilità dell’area. Nelle osservazioni depositate in Prefettura viene evidenziato come, dalla documentazione del Piano, le cosiddette “zone di danno” e le “zone di sicuro impatto” derivanti da eventuali incidenti rilevanti restino all’interno dello stabilimento. Via Vespucci, invece, rientrerebbe nella più ampia “zona di attenzione” e verrebbe utilizzata soprattutto come asse logistico per l’accesso e il transito dei soccorsi.
Una distinzione che, secondo i Democratici e Riformisti, merita approfondimenti. Il documento sostiene infatti che una cosa è limitare l’accesso a un’area direttamente esposta ai rischi di un incidente, altra è modificare in maniera permanente una strada pubblica per esigenze organizzative legate alle operazioni di soccorso.
I dubbi sulla nuova previsione
Tra le osservazioni avanzate emerge anche un interrogativo sulla documentazione tecnica che ha portato alla scelta della corsia permanente. Nel documento viene ricordato che il precedente Piano di Emergenza Esterna, approvato nel 2018 e successivamente recepito nella pianificazione urbanistica comunale, non prevedeva né corsie dedicate permanenti né la soppressione dei parcheggi. Secondo Mirabello, le condizioni generali dell’area non sarebbero cambiate in modo significativo negli ultimi anni. Gli stabilimenti balneari, la spiaggia libera, il traffico estivo e la vicinanza tra deposito e lungomare erano già elementi noti al momento della precedente pianificazione. Da qui la richiesta di chiarire quali nuove valutazioni tecniche abbiano giustificato una misura ritenuta particolarmente impattante per il territorio.
Il richiamo ai documenti regionali
Le osservazioni richiamano anche il Piano regionale delle ispezioni Seveso 2025-2027 della Regione Calabria. Nel documento regionale, sottolineano i Democratici e Riformisti, si afferma che non risultano stabilimenti caratterizzati da possibili effetti domino o da particolari fattori esterni in grado di aggravare le conseguenze di un incidente rilevante. Viene, inoltre, ricordato che la Meridionale Petroli, nel marzo 2025, avrebbe comunicato agli enti competenti una configurazione ritenuta inferiore alle soglie Seveso, circostanza che, pur non modificando automaticamente il regime normativo applicabile, è considerata meritevole di ulteriore approfondimento nell’ambito della valutazione complessiva del piano.

Le criticità evidenziate
Per il gruppo politico, la soluzione individuata nella bozza del PEE rischia di produrre conseguenze significative sul territorio. La prima riguarda l’impatto economico e sociale. Via Vespucci rappresenta infatti il principale accesso alla più estesa spiaggia libera della provincia e costituisce un punto di riferimento per residenti, turisti e attività commerciali della frazione marina.
L’eliminazione dei parcheggi e la riduzione degli spazi disponibili per la circolazione potrebbero, secondo il documento, incidere negativamente sulla frequentazione dell’area e sull’economia locale. La seconda criticità riguarda l’efficacia stessa del corridoio di emergenza. Secondo i proponenti, concentrare lungo la stessa arteria sia i mezzi di soccorso sia eventuali flussi di evacuazione potrebbe generare problemi operativi proprio nel momento in cui sarebbe necessaria la massima rapidità d’intervento.
Esiste l’alternativa: ecco la proposta
Per questo motivo il documento propone una soluzione diversa: realizzare la corsia di emergenza sulla strada parallela interna a Via Amerigo Vespucci. Secondo i Democratici e Riformisti, questa opzione garantirebbe gli stessi standard di sicurezza richiesti dal Piano senza compromettere la funzionalità del lungomare. La strada interna, si legge nelle osservazioni, consentirebbe di separare nettamente i percorsi destinati ai soccorritori da quelli utilizzati dalla popolazione, evitando possibili interferenze durante le operazioni di emergenza. Viene inoltre sostenuto che il tracciato offrirebbe una maggiore protezione ai mezzi di soccorso e sarebbe già dotato di caratteristiche geometriche compatibili con il passaggio dei veicoli dei Vigili del Fuoco. Un altro elemento ritenuto decisivo riguarda la presenza di tre accessi già esistenti che conducono direttamente all’interno del sito industriale e che, secondo i proponenti, permetterebbero un intervento rapido ed efficace senza la necessità di modificare l’assetto del lungomare.
La richiesta alla Prefettura
Nelle conclusioni del documento, Mirabello chiede formalmente alla Prefettura e agli enti coinvolti nel procedimento di respingere l’attuale previsione relativa a Via Vespucci, avviare uno studio di fattibilità sulla soluzione alternativa e convocare un confronto con cittadini, commercianti e rappresentanti del territorio prima dell’approvazione definitiva del Piano. “Mi auguro che queste considerazioni vengano accolte e che si possa giungere a una sintesi capace di tutelare sia le attività produttive sia gli interessi collettivi legati alla vivibilità del nostro litorale”, ha dichiarato il referente dei Democratici e Riformisti.
L’auspicio, aggiunge, è che il dibattito possa allargarsi e coinvolgere associazioni, operatori economici e cittadini, nella convinzione che le scelte sulla sicurezza debbano procedere insieme alla tutela della qualità della vita e delle potenzialità di sviluppo di Vibo Marina.



