“Dai rifiuti ai selfie con applausi! A Tropea si va avanti con la propaganda dell’autocelebrazione”. Con queste parole il gruppo consiliare di minoranza e opposizione “Insieme per Tropea” commenta duramente l’iniziativa del sindaco Macrì, che ha partecipato alla pulizia della strada del Convento insieme ad alcuni volontari (leggi qui). Secondo l’opposizione, si tratta del tentativo del primo cittadino di “pulire una strada con i volontari per distrarre dalla montagna di problemi nascosti”.
Il valore del volontariato contro la “celebrazione personale”
Il gruppo di minoranza precisa che il fulcro della critica non risiede nell’atto in sé di pulire una via, giudicato anzi “giusto, doveroso e persino bello”, ma nell’atteggiamento politico che ne è scaturito: “Appare stonato, quasi offensivo, il tentativo di trasformare un’azione ordinaria di cura del territorio in una celebrazione personale e politica. La vera domanda è un’altra: come mai quella strada era ridotta in quelle condizioni? Perché oggi si rivendica come un’impresa straordinaria ciò che dovrebbe rappresentare la normalità amministrativa?”.
L’opposizione richiama i passati ventiquattro mesi vissuti da Tropea a seguito dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, domandandosi se in quel periodo il sindaco decaduto abbia percorso quelle strade notandone il progressivo degrado, l’incuria e l’accumularsi di sporcizia, o se “la città era improvvisamente scomparsa dai radar perché non offriva più visibilità, inaugurazioni, comunicati e passerelle”.
Il nodo degli incarichi e del consenso
Mentre viene espresso totale rispetto e gratitudine per il lavoro svolto dai volontari, “Insieme per Tropea” solleva interrogativi sull’uso politico del loro impegno e su dinamiche passate: “Nella memoria della città resta anche un’altra questione che merita una riflessione: alcuni componenti o figure vicine al mondo del volontariato che orbitava attorno alla precedente amministrazione si sono successivamente ritrovati assunti o destinatari di incarichi”. Circostanze che, pur potendo essere formalmente legittime, secondo il gruppo consiliare hanno alimentato dubbi nell’opinione pubblica “sulla reale distinzione tra servizio disinteressato e appartenenza a un sistema di consenso”. Di conseguenza, richiesta una netta separazione tra l’impegno civico dei cittadini e qualsiasi possibile beneficio personale o professionale.
Il paragone con le associazioni nazionali
Nel comunicato del gruppo di minoranza è citato il modello dei milioni di volontari che in tutta Italia operano in silenzio e senza proclami o fotografie studiate per trasformare i sacchi di rifiuti in campagne di marketing. Viene preso ad esempio l’operato recente dell’associazione “Plastic Free”, capace di mobilitare migliaia di cittadini in Calabria e centinaia di migliaia a livello nazionale per la raccolta di mozziconi e rifiuti all’insegna della tutela ambientale, ma senza alcun «culto della personalità», «”capitano” che richiama la squadra» o «narrazione eroica».
Le priorità e le emergenze della città
“L’amore per una città – incalza la minoranza – non si misura dal numero di post pubblicati sui social. Si misura dalla capacità di amministrarla”. Secondo “Insieme per Tropea”, la comunità ha oggi bisogno di risposte concrete e non di una “becera propaganda di distrazione di massa”. Le vere emergenze segnalate riguardano: la crisi idrica che “colpisce residenti e attività economiche durante la stagione estiva”; una raccolta differenziata che sia “efficiente e adeguatamente controllata”; strade “pulite quotidianamente e non solo quando si trasformano nel set di un racconto politico”; una “reale manutenzione urbana, sicurezza, programmazione, servizi e decoro delle aree pubbliche”.
Il gruppo di opposizione conclude sottolineando che un sindaco serio dovrebbe assicurare la costante decenza delle strade anziché cercare consensi per la singola pulizia: “I volontari meritano gratitudine. Sempre. Gli amministratori, invece, meritano consenso soltanto quando risolvono i problemi. E tra raccogliere i rifiuti e risolvere i problemi c’è una differenza enorme: la stessa che passa tra la propaganda e il buon governo”.



