Meridionale Petroli, le parole di Iannello scuotono la maggioranza: “Gli impianti sono sicuri”. E nel Pd esplodono tutte le contraddizioni

Il presidente del Consiglio comunale prende la parola e smonta uno dei pilastri del dibattito degli ultimi mesi. Dalla sicurezza alla delocalizzazione, passando per il piano di emergenza: un intervento destinato a pesare sugli equilibri politici del centrosinistra

Non è stato uno degli interventi destinati a passare inosservati tra le pieghe di una lunga seduta consiliare. Anzi. Le parole pronunciate dal presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello al termine del dibattito sulla Meridionale Petroli rischiano di lasciare un segno profondo nel confronto politico cittadino e soprattutto all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Enzo Romeo. Perché Iannello non è solo un semplice consigliere, è il presidente del Consiglio comunale, dirigente storico del Partito Democratico e uno degli esponenti più autorevoli della coalizione di governo cittadina. E soprattutto ha scelto di dire ad alta voce ciò che finora molti avevano preferito lasciare sullo sfondo. “Necessaria un’operazione verità”, ha sottolineato.

Concetti che rimettono tutto in discussione

A colpire non è stata soltanto la forma. È stato soprattutto il contenuto. Nel momento in cui il dibattito pubblico continua a ruotare attorno ai temi della sicurezza e della delocalizzazione dei depositi costieri, Iannello ha affermato senza esitazioni che la Meridionale Petroli non rappresenta un impianto pericoloso. “Questi non sono impianti pericolosi. Questi sono impianti che lavorano in sicurezza e con tanta sicurezza”. Una frase netta e inequivocabile. Una frase che inevitabilmente apre interrogativi politici pesanti.

Perché se il principale problema non è la sicurezza, se gli impianti sono sicuri, se i sistemi di protezione sono adeguati e se il rischio viene descritto come compatibile con qualsiasi attività industriale strategica, allora viene spontaneo chiedersi su quali basi si sia sviluppata fino ad oggi una parte significativa della battaglia politica attorno alla delocalizzazione. Ed è proprio qui che emergono tutte le contraddizioni.

Iannello: infrastrutture strategiche nazionali

Da mesi il dibattito pubblico è stato accompagnato dalla richiesta di allontanare i depositi costieri da Vibo Marina. Una richiesta sostenuta trasversalmente e trasformata in un obiettivo politico condiviso dal Consiglio comunale. Eppure lo stesso Iannello, pur ribadendo di essere favorevole alla delocalizzazione, ha spiegato che non bisogna confondere i piani. Ha ricordato che la delocalizzazione non significa chiusura dell’impianto. Ha sottolineato che i depositi petroliferi sono infrastrutture strategiche nazionali. Ha spiegato che strutture analoghe esistono in numerosi porti italiani e che immaginare uno spostamento richiede studi complessi, valutazioni tecniche, coperture economiche e soprattutto una precisa strategia nazionale. Tradotto in termini politici: la strada appare molto più lunga e incerta rispetto a come è stata raccontata finora.

Un freno a chi spinge per la delocalizzazione

Non solo. In alcuni passaggi il presidente del Consiglio comunale è sembrato voler raffreddare aspettative che una parte della politica aveva contribuito ad alimentare. Quando ha invitato tutti a “tenere i piedi per terra”, quando ha ricordato che la Meridionale Petroli non metterà un euro per una eventuale delocalizzazione e quando ha spiegato che nessuno oggi è in grado di quantificare realmente costi e tempi di un’operazione del genere, il messaggio è apparso chiaro: attenzione a vendere come percorribile ciò che al momento non ha alcuna concreta copertura.

La discussione sulla sicurezza si affronta in Prefettura

Parole che inevitabilmente finiscono per interrogare anche l’azione amministrativa portata avanti finora. Non è passata inosservata nemmeno la posizione espressa sul Piano di Emergenza Esterno predisposto dalla Prefettura. Mentre l’opposizione continua a chiedere osservazioni, approfondimenti e prese di posizione più incisive, dalla maggioranza non è arrivata alcuna proposta concreta. Lo stesso Iannello ha ricordato che il luogo deputato a ricevere eventuali osservazioni è la Prefettura e non il Consiglio comunale.

Una puntualizzazione corretta sul piano procedurale, ma che finisce per evidenziare un’altra questione politica: perché il Comune non ha ancora avanzato osservazioni proprie? Perché il Pd, che governa la città, continua a mantenere una posizione così prudente su una vicenda che riguarda direttamente il futuro di Vibo Marina? Domande che ieri sera sono riecheggiate più volte tra i banchi dell’opposizione. E forse proprio nelle parole di Iannello qualcuno ha trovato la risposta. Perché l’intervento del presidente del Consiglio comunale sembra spiegare meglio di qualsiasi altra analisi la cautela mostrata finora dal sindaco Enzo Romeo. Una cautela che potrebbe non essere soltanto istituzionale o tecnica, ma anche politica.

Tesi contraddittorie che convivono nello stesso partito

Da una parte c’è chi continua a spingere sull’acceleratore della delocalizzazione. Dall’altra c’è chi, pur condividendo l’obiettivo generale, ritiene che la questione vada affrontata senza allarmismi e senza mettere in discussione la sicurezza dell’impianto. Due impostazioni profondamente diverse. Letture che convivono all’interno dello stesso campo politico. E che ieri sera, per la prima volta in maniera così esplicita, sono emerse davanti alla città. Per questo le parole di Antonio Iannello non possono essere archiviate come un semplice intervento tecnico. Hanno avuto un peso politico preciso. Hanno mostrato un Pd molto meno compatto di quanto apparisse sulla vicenda Meridionale Petroli. E soprattutto hanno riportato al centro una domanda che da oggi la maggioranza non potrà più evitare.

La Meridionale Petroli è un problema di sicurezza da superare o un impianto strategico che opera in condizioni di sicurezza e rispetto delle regole? Perché nelle parole del presidente del Consiglio comunale le due cose, ieri sera, non sembravano affatto coincidere.

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

La perla del Tirreno vince la sfida organizzativa della kermesse nazionale fuori da Torino. Il sindaco: “Città matura, superati i disagi grazie al grande spirito di collaborazione dei residenti”
La coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia parla di un rapporto fiduciario ormai fortemente compromesso, frutto di mesi di incomprensioni e mancato rispetto degli accordi politici
Operazione della Guardia di Finanza di Catanzaro e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Coinvolti 25 soggetti economici e 29 persone fisiche accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, evasione delle accise e false fatturazioni

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792