Sanità e tumori nelle Serre, i cittadini rompono il silenzio: pretendiamo dati certi

Il mancato funzionamento del Registro dei tumori al centro del partecipato incontro pubblico svoltosi ieri a Serra San Bruno. Chiesta a gran voce la fine dell'indifferenza istituzionale per poter avviare la prevenzione sul territorio e mappare i possibili rischi

Un vuoto silenzioso, grave, che si traduce in prevenzione mancata e, troppo spesso, in diagnosi tardive. È questo il grido d’allarme lanciato dall’associazione “Incrociamenti” nel corso dell’incontro “Emergenza oncologica nelle Serre…?”, svoltosi ieri nei locali della parrocchia San Biagio a Serra San Bruno. Davanti a una sala gremita, i promotori – dopo i saluti e i ringraziamenti di Domenico Dominelli – hanno denunciato il non funzionamento del Registro regionale dei tumori, uno strumento fondamentale per mappare i casi e individuare eventuali cluster anomali, ma di fatto paralizzato dall’indifferenza delle istituzioni.

A delineare la gravità del contesto è stato Fioravante Schiavello, che ha definito la sanità calabrese come “un campo minato dove si sommano dolore, sofferenza e incredulità”. Schiavello ha contestato “l’abbandono dello Stato-Regione” e puntato il dito contro la decennale mancanza di risposte, ricordando che il Registro è formalmente previsto dalla legge regionale n. 2 del 2016, ma mai reso operativo.

La voce delle istituzioni

Al dibattito ha preso parte il sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, che ha evidenziato le storiche fragilità del management sanitario locale: “In sei anni da sindaco ho avuto a che fare con ben sette commissari dell’Asp vibonese. Il sistema sanitario deve essere rifondato totalmente”. Barillari ha confermato l’aumento sensibile delle neoplasie intestinali negli ultimi vent’anni nell’area e ha rimarcato l’importanza di investire su una nuova cultura della prevenzione e sugli stili di vita. Il primo cittadino ha inoltre annunciato un’importante novità sul fronte dell’emergenza-urgenza: subito dopo il collaudo del campo sportivo “La Quercia”, attualmente interessato da lavori, si procederà con la richiesta per l’atterraggio notturno dell’elisoccorso, un servizio salvavita che, secondo le prime interlocuzioni, dovrebbe essere concesso.

A portare un messaggio di vicinanza e supporto spirituale alla comunità è stato don Nicola Ierardi, che ha esortato a “rimanere in mezzo alla gente, ascoltare e accogliere, restando sempre aperti alla speranza”.

Medici di base e oncologi a confronto

La discussione è entrata nel vivo degli aspetti scientifici e assistenziali grazie agli interventi degli specialisti. Franco Arena, in rappresentanza dell’Ordine dei medici di Medicina generale, ha esortato la cittadinanza a far sentire la propria voce per spingere i tavoli decisionali a migliorare i servizi. Arena ha inoltre fornito una notizia cruciale per il welfare locale: l’imminente apertura di tre ambulatori solidali nel Vibonese – di cui uno proprio a Serra – che offriranno visite e controlli gratuiti a tutte le fasce di popolazione che non possono permettersi la sanità privata.

Sul piano clinico, l’oncologa Maria Grazia Arena ha offerto un excursus storico sul Registro dei tumori, confermando che a Vibo Valentia lo strumento è stato istituito nel 2018, ma i dati si fermano a quell’anno, rendendolo di fatto inattivo. Pur precisando che le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte e che le diagnosi e le guarigioni sono globalmente in aumento, l’esperta ha invitato a non abbassare la guardia su screening e stili di vita corretti.

Infine, l’oncologo Antonio Spinoso si è focalizzato sull’impatto dei fattori di rischio ambientali e personali, analizzando l’incidenza dell’inquinamento, dell’amianto, del fumo e dell’alcol sullo sviluppo delle patologie. Proprio partendo da queste matrici, i medici di base attivi sul territorio delle Serre hanno condiviso le proprie esperienze sul campo, invocando a gran voce l’avvio immediato di verifiche mirate per accertare o escludere la presenza di cluster oncologici locali.

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