Una dura presa di posizione sulla gestione del decoro urbano e della viabilità nel territorio del Vibonese è espressa congiuntamente dalle principali sigle associative dell’area. In una nota firmata da Guglielmo Galasso (WWF O.A. di Vibo Valentia), Daniela Primerano e Francesca Guzzo (Osservatorio Civico Città Attiva), Ornella Grillo (Insieme per il Bene Comune) e Anna Murmura (Archeoclub), si contesta la modalità con cui si eseguono gli interventi di manutenzione viaria. Sotto la lente dei movimenti civici c’è in particolare la Statale 18, definita il “principale biglietto da visita della città”, dove le banchine e i margini stradali si presenterebbero in uno stato indecoroso. La critica si concentra sul “paradosso di interventi che, pur finalizzati a migliorare la visibilità e la sicurezza, si trasformano in uno sfregio ambientale a causa dell’abbandono sul posto degli sfalci vegetali e dei rifiuti triturati dai macchinari”.
L’appello alle istituzioni e la richiesta di controlli
I rappresentanti civici esortano i vertici politici del Comune a esercitare i propri poteri di controllo e rappresentanza nei confronti degli enti gestori. Le associazioni sottolineano come la “cura del territorio non possa ridursi al solo utilizzo dei decespugliatori”, ma debba “valutarsi sul risultato finale delle operazioni di pulizia”. Avanzata la richiesta all’indirizzo del sindaco, dell’assessore all’Ambiente e dell’intera compagine amministrativa comunale affinché si “facciano portavoce dei diritti della comunità”, esigendo “prestazioni professionali e complete da parte di ANAS, della Provincia di Vibo Valentia e delle relative ditte appaltatrici”. L’obiettivo minimo indicato dal cartello associativo è l'”adozione immediata di nuove linee guida per i bandi e i servizi, capaci di coniugare le inderogabili esigenze di sicurezza automobilistica con la rimozione dei residui e la piena tutela del patrimonio paesaggistico locale”.



