“In Calabria urge una nuova e razionale rete nefrodialitica”. È questo l’allarme lanciato dall’Aned APS, che denuncia l’aumento dei pazienti sottoposti a dialisi a fronte della diminuzione di nefrologi e infermieri. Nel mirino dell’associazione finiscono in particolare la gestione della rete nefrodialitica e alcune criticità segnalate nelle realtà sanitarie di Cosenza e Vibo Valentia.
A firmare la noa è Pasquale Scarmozzino, per Aned APS, che richiama l’attenzione sui numeri della dialisi e sui problemi organizzativi che, secondo quanto riportato, starebbero penalizzando l’assistenza ai pazienti nefropatici calabresi. Secondo quanto riportato dall’associazione, il numero dei pazienti sottoposti a dialisi in Calabria è aumentato negli ultimi anni. La prevalenza sarebbe passata da 684 pazienti per milione di abitanti nel 2010 a 873 nell’agosto 2026.
Sul fronte dei trapianti renali, il documento sottolinea invece il ruolo del centro di Reggio Calabria, che attualmente si attesterebbe su una previsione di circa 27 interventi annui.
Numeri che, secondo Aned, evidenziano l’impegno dei nefrologi calabresi, a fronte di una situazione che l’associazione giudica critica sul piano della programmazione regionale.
I posti tecnici e le criticità a Cosenza e Vibo
Nel documento ricordato che nel 2024 erano stati pianificati in Calabria 469 posti tecnici di dialisi, una dotazione teoricamente sufficiente a garantire il trattamento di circa 1.876 pazienti. Nonostante questa disponibilità, Aned sostiene che la gestione regionale non consenta di assicurare ovunque un livello adeguato di assistenza. Particolare attenzione rivolta alle realtà sanitarie di Cosenza e Vibo Valentia. Tra le problematiche segnalate figurano presunti mancati trapianti legati a esami non aggiornati, anomalie nelle allocazioni, follow-up ritenuti inappropriati ed emergenze relative a patologie anche invalidanti.
Nel mirino la delibera 985
Una parte importante del documento riguarda la delibera 985 dell’Azienda cosentina. Aned contesta le conseguenze organizzative del provvedimento e denuncia una gestione del personale che, a suo giudizio, penalizzerebbe l’ASP di Cosenza a vantaggio dell’Azienda ospedaliera Annunziata. L’associazione evidenzia inoltre la mancata attivazione, secondo quanto riportato nel documento, di concorsi o procedure di mobilità extraregionale finalizzate al reclutamento di nuovi nefrologi. Tra le domande rivolte al presidente della Regione Roberto Occhiuto ci sono anche quelle relative al futuro della trapiantologia renale a Cosenza e alla donazione degli organi.
Dialisi domiciliare e tele-dialisi
Nel documento viene sollevata anche la questione della dialisi domiciliare. Secondo Aned, nel Cosentino il ricorso a questa modalità sarebbe al di sotto degli standard, mentre sarebbe assente la tele-dialisi domiciliare. Per l’associazione, si tratta di aspetti che dovrebbero essere affrontati all’interno di una nuova programmazione regionale, in grado di rispondere all’aumento dei pazienti e alla carenza di personale sanitario.
“Serve una nuova rete nefrodialitica”
La richiesta centrale contenuta nel documento è quella di una nuova rete nefrodialitica regionale, definita più semplice e razionale. Aned critica inoltre quello che considera un atteggiamento poco incisivo del management regionale rispetto alle modifiche recentemente introdotte nell’Azienda cosentina. Secondo l’associazione, alcune scelte non sarebbero coerenti con le linee strategiche e gli obiettivi del Piano sanitario regionale.
“Necessaria un’indagine su Cosenza e Vibo”
Nella parte conclusiva, Aned chiede maggiore trasparenza nella gestione della sanità e sostiene che quanto sta accadendo nelle realtà di Cosenza e Vibo Valentia meriti un approfondimento. L’associazione sollecita quindi un’indagine “seria e appropriata” sulla gestione della rete nefrodialitica calabrese, ribadendo che la sanità debba essere considerata un patrimonio comune e gestita secondo criteri di trasparenza e programmazione.




