Mileto si ferma per la famiglia slovena: preghiera, silenzio e fiaccolata dopo la morte di Izidor, Petra ed Ema

La parrocchia della Cattedrale sospende ogni manifestazione civile e convoca la comunità domenica 6 settembre: alle 11 la messa di suffragio, alle 21 la fiaccolata silenziosa in piazza Badia

Mileto sceglie il silenzio, la preghiera e la vicinanza. Dopo la morte di Ema, la bambina slovena di dieci anni deceduta al Centro grandi ustioni di Bari, si è compiuto il drammatico destino della famiglia rimasta coinvolta nell’esplosione del 25 agosto al B&B Villa Mary. Prima erano morti il padre Izidor e la madre Petra: tre vite spezzate nel giro di pochi giorni, dopo quella deflagrazione che ha sconvolto la comunità di Mileto e che resta al centro degli accertamenti investigativi.

La Chiesa interpreta il sentimento collettivo

Ora è la Chiesa locale a farsi interprete del dolore collettivo. In una comunicazione firmata dal parroco della Basilica Cattedrale e presidente del Comitato San Fortunato e San Nicola, don Giuseppe Pititto, vengono annunciate la sospensione di ogni manifestazione collegata alla festa (in precedenza il sindaco Salvatore Fortunato Giordano aveva disposto tre giorni di lutto cittadino) e una nuova giornata interamente dedicata alla preghiera. Una decisione che arriva dopo la scelta già assunta nei giorni scorsi di fermare gli appuntamenti civili della festa di San Fortunato, in seguito alla morte di Izidor. La sospensione era stata condivisa dal Comune e dalla Diocesi, con l’annullamento degli eventi civili programmati, mentre erano rimaste confermate le celebrazioni religiose.

Ma la morte di Petra e, infine, quella della piccola Ema hanno cambiato ancora una volta il significato di quei giorni. “Dopo la morte della giovane Petra e della piccola Ema – scrive don Pititto – ci pare opportuno riunirci per un ulteriore momento di preghiera”, un momento che vuole essere anche “un momento di comunione ecclesiale tra la nostra Chiesa locale e la Chiesa che vive nella comunità di Kotlje, in Slovenia, parrocchia natale delle tre vittime”.

Due appuntamenti nel segno del dolore

La comunità di Mileto è stata quindi convocata per domenica 6 settembre. Alle 11, nella Chiesa Cattedrale, sarà celebrata una messa di suffragio per le anime di Izidor, Petra ed Ema. Alle 21, in piazza Badia, seguirà invece una fiaccolata silenziosa. Due momenti diversi, ma con un unico significato: testimoniare la vicinanza di una comunità a una famiglia arrivata in Calabria per trascorrere alcuni giorni di vacanza e che qui ha trovato una tragedia immane. “Saranno due appuntamenti che vorranno testimoniare la nostra fede e il nostro desiderio di sentirci compartecipi del dolore di questi nostri fratelli”, sottolinea il parroco.

Rimettere Cristo al centro

Nel messaggio di don Pititto c’è anche una riflessione più ampia sul senso di questa scelta. “Sono tante le parole spese in questi giorni”, scrive, ricordando le numerose situazioni dolorose che hanno colpito la comunità. La risposta, per la parrocchia, deve essere quella della preghiera. “Le celebrazioni che andremo a vivere vorranno essere il segno del nostro desiderio di rimettere Cristo al centro”, afferma il sacerdote. Un richiamo che arriva in una comunità ancora profondamente scossa da una tragedia che ha assunto, giorno dopo giorno, dimensioni sempre più drammatiche. La morte di Ema ha infatti chiuso nel modo più doloroso possibile il bilancio dell’esplosione. La bambina, ricoverata a Bari dopo essere stata trasferita nei centri specializzati insieme ai genitori, non è riuscita a sopravvivere alle gravissime ustioni riportate nella deflagrazione.

Il silenzio come segno di vicinanza

È proprio sul silenzio che il parroco insiste nella parte finale della sua comunicazione. Non una celebrazione spettacolare, dunque, ma una comunità che sceglie di fermarsi. “Che la nostra presenza, la nostra preghiera e il nostro silenzio possano essere un piccolo segno di vicinanza e di comunione per chi sta attraversando una prova così grande”, scrive don Pititto. Parole che accompagneranno la fiaccolata di domenica sera. Una fila di luci nel cuore di Mileto per ricordare tre persone che quella notte del 25 agosto sono entrate drammaticamente nella storia della città.

E mentre la comunità si raccoglie attorno al dolore, proseguono gli accertamenti sulle cause della deflagrazione. La struttura è stata posta sotto sequestro e gli investigatori stanno ricostruendo dinamica e responsabilità dell’accaduto, con particolare attenzione alla bombola di gas e alle condizioni di sicurezza dell’alloggio. Domenica, a Mileto, non ci saranno musica, spettacoli o celebrazioni civili. Ci saranno una messa, una fiaccolata e soprattutto una comunità chiamata a stringersi nel silenzio.

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

Le indagini, condotte dalla Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Crotone e coordinate dalla locale Procura della Repubblica, sono partite dalla denuncia della vittima, entrata virtualmente in contatto con i sedicenti broker dopo aver visto un post su un social network
Il pestaggio a colpi di bastone risale alla sera del 29 aprile scorso, nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo. Le indagini, condotte dalla Questura di Vibo Valentia, si sono orientate sin da subito verso la pista legata all’attività professionale della vittima all’interno dell’ente comunale
I pazienti trasferiti dal centro nicoterese sono stati distribuiti tra Tropea e Vibo. Ma questa mattina a Tropea il medico non si è presentato: una situazione che riaccende l’allarme sulla tenuta della rete dialitica provinciale

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792