Dolore senza fine fine: un’altra famiglia distrutta sulla strada “Jonio-Tirreno”

Ogni volta la stessa scena, ogni volta lo stesso vuoto incolmabile: un padre e le sue due figlie non ci sono più, una madre lotta sola per sopravvivere, e una comunità intera si ritrova ancora a fare i conti con un lutto che sembra non finire mai

Vincenzo Loccisano, 53 anni. Maria Sophie, 13 anni. Grace Fatima, 8 anni. Tre nomi che da questa mattina si aggiungono a un elenco che è ormai troppo lungo, troppo doloroso, troppo ripetuto per essere ancora derubricato a “fatalità”. Un padre e le sue due bambine portati via in un istante mentre percorrevano la strada “Jonio-Tirreno”. La madre, Morena Femia, 45 anni, lotta ora tra la vita e la morte in un letto d’ospedale.

Le strade che dividono famiglie

C’è un dolore che a queste latitudini si è fatto quasi rituale: quello delle famiglie che si radunano ai bordi delle carreggiate con fiori, foto, un pensiero scritto a mano, per ricordare chi non è più tornato a casa. Negli anni, la rete viaria della Piana di Gioia Tauro ha collezionato una scia di lutti che ha attraversato generazioni intere: giovani che tornavano da una serata con gli amici, lavoratori diretti al turno del mattino, famiglie in viaggio verso il mare o verso i parenti. Ogni incidente porta con sé lo stesso copione: le sirene, i Vigili del Fuoco che estraggono corpi dalle lamiere, le Forze dell’Ordine che transennano, l’Anas che ripristina l’asfalto, e poi il silenzio. Un silenzio che per chi resta non finisce mai.

Perché dietro ogni numero ci sono esistenze che si fermano non solo per chi muore, ma per chi sopravvive. Ci sono madri che diventano vedove e orfane di figlie nello stesso istante. Nonni che seppelliscono nipoti. Ci sono compagni di classe che da domani troveranno un banco vuoto. Ci sono comunità intere — piccoli centri dove tutti si conoscono — che si ritrovano a piangere insieme, ancora una volta, gli stessi lutti sulle stesse strade.

Un dolore che si ripete, una domanda che resta

Quante volte, negli ultimi anni, i cronisti di questa provincia hanno dovuto scrivere righe simili a queste? E ancora: quante volte i sindaci dei paesi della Piana hanno dovuto proclamare il lutto cittadino? Quante volte le stesse arterie sono tornate protagoniste delle pagine di cronaca nera, con gli stessi punti critici, le stesse curve, gli stessi tratti segnalati da anni come pericolosi?

Non è retorica chiedersi, ogni volta, se davvero non si potesse fare di più. Non lo è per chi resta a fissare una sedia vuota a tavola, per chi dovrà spiegare a un proprio caro perché due giovanissime non torneranno più da scuola, per chi dovrà imparare a convivere con un’assenza che non ha spiegazione.

Vincenzo, Maria Sophie e Grace Fatima sono parte di una famiglia che questa mattina, su quella strada, ha smesso di esistere. E mentre le istituzioni faranno — come sempre — i loro accertamenti tecnici sulle cause dell’impatto, resta una verità che nessun rapporto potrà mai cancellare: c’è una strada, in questa provincia, che negli anni ha già preso troppo, e che oggi ha preso ancora.

Tragico incidente stradale sulla Jonio-Tirreno, tre morti e un ferito

© Riproduzione riservata
Ultim'ora

Ti potrebbe interessare...

Mentre diversi Comuni valutano di posticipare l’apertura degli istituti, il primo cittadino del centro del Vibonese conferma la data del 15 settembre e afferma: il domani dei nostri ragazzi comincia tra i banchi
Dopo le minacce rivolte alla sindaca di Gioia Tauro e ai suoi figli, l’associazione presieduta da Sergio Gaglianese annuncia la sua presenza alla manifestazione del 26 settembre: non sei sola
Ogni volta la stessa scena, ogni volta lo stesso vuoto incolmabile: un padre e le sue due figlie non ci sono più, una madre lotta sola per sopravvivere, e una comunità intera si ritrova ancora a fare i conti con un lutto che sembra non finire mai

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792