“Quando un comune attraversa una profonda crisi di sfiducia, come sta accadendo alla nostra cittadina, il dovere della politica e dei partiti presenti sul territorio non è semplicemente quello di amministrare la cosa pubblica, ma di avviare una vera e propria ricostruzione del patto sociale”. Ad affermarlo è Francesco D’agostino, vice coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e presidente di circolo FdI Alto Mesima di Soriano Calabro, Sorianello e Gerocarne.
“Anche perché – prosegue D’agostino – se i cittadini smettono di credere in chi li rappresenta, la politica perde la sua legittimità democratica e deve cambiare radicalmente paradigma. Noi di FdI sentiamo il dovere di avviare una stagione per una ‘comunicazione onesta’ con i cittadini, poiché si rende necessario, come primo passo, rivitalizzare la fiducia negli stessi e abolire il politichese”. Secondo il dirigente politico, “la politica ha il dovere di dire la verità, soprattutto sui limiti che ne impediscono l’agire e sulle difficoltà oggettive, spiegando ai cittadini il perché di molte scelte”. Una comunità “offesa e martoriata merita una riparazione integrale con la fiducia e la giustizia sociale, ciò significa passare dalla retorica all’azione tangibile, mettendo al centro dell’agire politico la dignità, i diritti e la sicurezza dei più fragili”.
Il superamento delle divisioni
“Noi avvertiamo il dovere di fare politica con senso di responsabilità per questo miriamo alla cura e alla ricostruzione, non solo materiale ma anche morale, della nostra comunità”, sottolinea D’agostino, evidenziando che un’azione di questo tipo deve mettere al centro la dignità dell’individuo, la ricerca del bene comune e la benevolenza sociale.
“Se noi di FdI abbiamo mancato nei rapporti con i cittadini siamo pronti a riparare, perché ammettere gli errori in politica è un atto raro ma essenziale per costruire un rapporto di fiducia autentico tra i cittadini e le istituzioni”, rimarca il presidente di circolo. Spesso i partiti evitano di riconoscere i propri sbagli per paura di apparire deboli o di perdere consenso, ma “negare l’evidenza finisce per accentuare l’isolamento e la sfiducia nell’opinione pubblica”. Al contrario, “chi riconosce un errore dimostra di sapere ascoltare, d’imparare dall’esperienza e di mettere il bene comune davanti all’orgoglio”.
In virtù di ciò, secondo D’agostino, “i partiti devono rompere le barriere e superare le divisioni ideologiche, sociali, territoriali e generazionali in modo che si possa favorire una partecipazione democratica più inclusiva e collaborativa, insomma creare ponti tra forze politiche diverse per focalizzarsi su obiettivi comuni di interesse pubblico riducendo l’indifferenza e la polarizzazione”.



