Depurazione a Jonadi, il sindaco Signoretta a giudizio: ho denunciato io stesso il problema e oggi mi ritrovo sul banco degli imputati

Il primo cittadino chiamato a comparire in tribunale a marzo 2027 davanti al Tribunale di Vibo Valentia per la gestione degli impianti. Nonostante l'inchiesta penale, rivendica le denunce fatte dal suo insediamento e i 4,6 milioni di euro ottenuti dalla Regione per risanare il sistema

Ha denunciato le criticità legate alla mancata depurazione delle acque reflue, avviato un percorso amministrativo per affrontare l’emergenza ambientale e ottenuto dalla Regione Calabria un finanziamento di 4,6 milioni di euro per la rifunzionalizzazione e il potenziamento del sistema depurativo. Ora, però, il sindaco di Jonadi, Fabio Signoretta, dovrà comparire in tribunale nell’ambito di un procedimento penale relativo alla gestione della depurazione nel territorio comunale. La prima udienza è prevista a marzo 2027 davanti al Tribunale di Vibo Valentia.

E’ stato lo stesso sindaco a rendere noto il rinvio a giudizio e a ricostruire la vicenda, ripercorrendo le iniziative avviate dopo il suo insediamento, il 12 giugno 2022. “Avrei potuto facilmente voltarmi dall’altra parte, come era stato fatto per anni, e invece ho scelto di denunciare pubblicamente la situazione, di segnalarla a tutte le autorità competenti e di parlarne in modo trasparente con la mia comunità” dice Signoretta, spiegando di aver voluto portare formalmente all’attenzione delle istituzioni le criticità riscontrate. A circa tre mesi dall’insediamento, il Comune ha approvato un progetto tecnico per affrontare il problema dell’inquinamento legato ai reflui. Sono seguiti solleciti, interlocuzioni istituzionali e iniziative per ottenere le risorse necessarie, fino all’inserimento dell’intervento nella programmazione regionale, con uno stanziamento di 4,6 milioni di euro.

Un paradosso

“Ho segnalato io stesso il problema e oggi sono io a ritrovarmi sul banco degli imputati”, ha affermato il sindaco, contestando quello che considera un paradosso tra l’attività svolta per affrontare l’emergenza e il procedimento penale in corso. Signoretta ha comunque ribadito la volontà di difendersi in tribunale, richiamando la documentazione relativa alle iniziative intraprese dall’amministrazione. “Non cambierei una sola virgola di quello che ho fatto dal 12 giugno 2022 a oggi. Non mi pento affatto di aver denunciato ciò che non funzionava; semmai mi sarei pentito di averlo taciuto”, ha sostenuto aggiungendo che proseguirà il lavoro per trasformare il finanziamento regionale in interventi concreti. (Ansa)

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