Paravati diventa il luogo da cui la professione medica calabrese rilancia un messaggio universale di pace, solidarietà e tutela della vita. Nel Santuario Cuore Immacolato di Maria, Rifugio delle Anime, si è svolta la solenne Giornata Cerimoniale Medici e Pace, promossa dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Vibo Valentia in partnership con la Federazione Nazionale. Un appuntamento di alto valore istituzionale ed etico, che ha riunito rappresentanti delle professioni sanitarie, autorità civili e militari e mondo del volontariato.
La Calabria unita per la pace
Dopo le tappe simboliche di Assisi e Perugia, il percorso di Medici e Pace ha fatto approdo in Calabria, affidando a Paravati un significato particolarmente intenso. Al centro della manifestazione il principio «Ogni atto medico è un atto di pace», una dichiarazione che richiama la responsabilità della professione sanitaria nella difesa della dignità umana, senza distinzioni e senza barriere. Ad aprire il cerimoniale sono stati l’accoglienza e la solenne benedizione di monsignor Attilio Nostro, vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, in un clima di partecipazione e raccoglimento.
I cinque Ordini leggono il Manifesto
Uno dei passaggi più significativi della giornata è stato quello che ha visto i presidenti degli Ordini dei Medici delle cinque province calabresi riuniti sul palco per la lettura corale del Manifesto Medici e Pace. Un gesto che ha restituito plasticamente il senso dell’iniziativa: una professione unita, chiamata a difendere i diritti fondamentali, la vita e la salute delle persone, anche nei contesti segnati da conflitti e divisioni.
Anelli: la cura contrasta la violenza
A sottolineare la rilevanza nazionale dell’appuntamento è stata la presenza di Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO. Nel suo intervento ha definito il Manifesto non un’affermazione soltanto teorica, ma un «impegno concreto che continua ogni giorno sul campo», richiamando i medici alla responsabilità quotidiana di tradurre i valori della professione in azioni e scelte. Il presidente nazionale ha posto l’accento soprattutto sulle disuguaglianze nell’accesso alle cure. Garantire a ogni persona un’assistenza sanitaria gratuita e universale significa, secondo Anelli, contrastare alla radice le logiche che alimentano violenza e conflitti. «La cura è l’opposizione più radicale alla violenza e alle disuguaglianze»: un messaggio che lega direttamente il lavoro dei medici alla costruzione di una società più giusta e pacifica.
La sanità come responsabilità collettiva
La giornata ha coinvolto anche i rappresentanti delle altre professioni sanitarie, degli ordini professionali locali e del volontariato, in un confronto che ha evidenziato il valore della collaborazione e della responsabilità condivisa. Le conclusioni sono state affidate a padre Michele Cordiano, rettore del Santuario, che ha richiamato il legame profondo tra la vocazione medica e l’amore verso il prossimo. A impreziosire il cerimoniale gli intermezzi musicali dell’Orchestra del Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia, che hanno accompagnato i momenti di riflessione e raccoglimento.
Da Paravati, dunque, non soltanto una celebrazione, ma un richiamo preciso: la medicina non è esclusivamente competenza scientifica e assistenza, ma anche presidio di civiltà, solidarietà e rispetto della vita. E in un tempo attraversato da guerre, disparità e sofferenze, il messaggio dei medici assume un significato che va ben oltre i confini della Calabria.



