La firma delle nuove concessioni demaniali a Vibo Valentia, dopo 26 anni e 20 giorni, ha riacceso l’attenzione sul lavoro della Tazzina della Legalità. Ma insieme ai complimenti è arrivata una provocazione: perché non occuparsi con la stessa determinazione del porto di Catanzaro Lido? Una domanda che l’associazione raccoglie e trasforma in un nuovo impegno.
Una storia che parte dagli anni Cinquanta
Il porto di Catanzaro Lido affonda le proprie radici negli anni Cinquanta e, dopo decenni di annunci, finanziamenti e interventi programmati, continua a non esprimere pienamente le proprie potenzialità. Un’infrastruttura strategica che, secondo La Tazzina della Legalità, è rimasta priva di servizi adeguati e di una concreta prospettiva di sviluppo.
Progetti, risorse e responsabilità
Qual è il progetto attuale? Quali finanziamenti sono stati realmente utilizzati? Quali opere sono state realizzate, quali sono in corso e quali devono ancora partire? Esiste un cronoprogramma verificabile? Sono le domande alle quali la politica e gli organismi competenti devono finalmente rispondere, senza rifugiarsi nell’ennesima conferenza stampa.
Un tavolo per uscire dall’immobilismo
La Tazzina della Legalità, guida da Sergio Gaglianese, propone un confronto con Comune, Regione, Autorità competenti, Capitaneria di Porto, operatori economici e associazioni. Un tavolo documentato, senza protagonismi, nel quale ricostruire la vicenda e individuare soluzioni concrete. L’attivazione della Lega Navale viene giudicata positivamente: ogni iniziativa utile deve contribuire a unire le forze.
Accesso agli atti se non arrivano risposte
L’associazione annuncia che, in assenza di chiarimenti, procederà con una formale richiesta di accesso agli atti per conoscere progetti, finanziamenti, autorizzazioni, procedure e stato degli interventi. Non per alimentare polemiche, ma per garantire trasparenza e il diritto dei cittadini a sapere. La battaglia di Vibo Valentia, così come quella sostenuta in Puglia, dimostra che la legalità e l’impegno civile non hanno confini territoriali. Ma questo significa anche assumersi maggiori responsabilità verso la propria città. Catanzaro merita un porto funzionante, attrezzato e capace di generare sviluppo, turismo e occupazione. La stagione delle promesse deve lasciare spazio a quella delle responsabilità.



