La polemica sul Question Time a Palazzo Luigi Razza, sede del Municipio di Vibo Valentia, si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le dichiarazioni della consigliera Antonella Petracca, interviene direttamente il presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, che ricostruisce lo svolgimento della seduta e respinge le contestazioni, rivendicando la correttezza delle decisioni assunte.
Un’ora di attesa
Iannello precisa di avere atteso un’ora oltre l’orario previsto per l’inizio dei lavori, pur non essendovi obbligato, considerato che il Question Time non è subordinato al raggiungimento del numero legale. Una disponibilità che, sottolinea, «rappresenta una concreta e inequivocabile testimonianza» di attenzione verso l’assemblea e i suoi componenti. Una volta avviata la seduta e proceduto all’appello nominale, è stata constatata l’assenza della consigliera Petracca, unica firmataria delle interrogazioni all’ordine del giorno. Da qui la decisione di applicare il Regolamento, che prevede la decadenza delle interrogazioni in caso di assenza del proponente.
Seduta chiusa alle 10:05
Il presidente riferisce di avere dichiarato formalmente conclusi i lavori alle 10:05, in assenza di ulteriori argomenti da trattare. «La conclusione dei lavori risulta documentata dai verbali e dalle registrazioni ufficiali dell’assemblea», puntualizza, escludendo la possibilità di una riapertura in mancanza di presupposti regolamentari. Nella ricostruzione di Iannello, Petracca sarebbe arrivata in sede soltanto dopo la chiusura della seduta, manifestando “il proprio disappunto” con espressioni e atteggiamenti giudicati «inappropriati e incompatibili con il rispetto» dei ruoli istituzionali.
Comunicazioni fuori tempo massimo
Sui presunti tentativi di contatto rimasti senza risposta, il presidente afferma che, dalla verifica della cronologia, sia il messaggio sia la chiamata della consigliera sarebbero pervenuti fuori tempo massimo. “Non si è trattato di comunicazioni tempestivamente trasmesse attraverso i canali istituzionali e rimaste disattese dalla Presidenza”, sostiene Iannello, ricordando che eventuali impedimenti alla partecipazione devono essere comunicati prima dell’inizio dei lavori e attraverso le procedure previste.
«Nessuna deroga individuale»
Il presidente rivendica di avere agito esclusivamente nell’ambito delle proprie prerogative, senza condizionamenti politici o personali. “Non possono esistere interpretazioni di comodo, deroghe individuali o pretese di trattamento privilegiato”, afferma, ribadendo che le regole devono essere applicate indistintamente a tutti i consiglieri. Nel finale, Iannello esprime “sorpresa e rammarico” per l’atteggiamento della consigliera, ritenendo ingiuste e prive di fondamento le contestazioni rivolte alla Presidenza. “La correttezza istituzionale non dovrebbe mai essere motivo di polemica o di attacco, ma un valore da riconoscere e rispettare”, conclude, assicurando che continuerà a esercitare il mandato “con serenità, imparzialità e senso delle istituzioni”.



