Prenderanno il via oggi (ora prevista intorno alle ore 12) nell’Istituto di Medicina legale dell’Università di Catanzaro, le operazioni autoptiche sulla salma di Domenico Campana, il 26enne morto in un tragico incidente nautico la sera del 14 agosto avvenuto all’imbocco del porto di Vibo Marina.
Il giovane era a bordo di una piccola imbarcazione insieme ad altre sette persone quando il gommone, in uscita dal porto, è entrato in collisione con il natante. Campana ha perso la vita, mentre altre cinque persone sono rimaste ferite. Tra loro, la più grave, Maria Francesca, ancora ricoverata all’ospedale Pugliese di Catanzaro. L’incarico è stato conferito ieri dalla sostituta Viviana Punzo, della Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Ai consulenti delle parti sono stati concessi 60 giorni per depositare le rispettive conclusioni. L’esame dovrà fornire elementi utili innanzitutto sulle cause del decesso.
I consulenti delle parti
La Procura ha nominato i propri consulenti nella dottoressa Isabella Aquila e il dottor Matteo Sacco; mentre la difesa del conducente del gommone, rappresentato dall’avvocato Simone Romano del Foro di Bologna, ha indicato la dottoressa Katiuscia Bisogni. La famiglia di Campana è assistita dall’avvocato Giovanni Stagnaro, del Foro di Castrovillari, e ha nominato come consulente il dottor Raffaele Gangale, responsabile di un’unità operativa di Medicina legale di Catanzaro. Un confronto tecnico tra professionalità diverse, chiamate a esaminare ogni elemento utile senza anticipare conclusioni che potranno arrivare soltanto al termine degli accertamenti.
Restano da analizzare anche le imbarcazioni
L’autopsia è soltanto uno dei passaggi dell’inchiesta. Saranno infatti effettuati ulteriori accertamenti sulle due imbarcazioni, compresa l’analisi dei dati delle cosiddette “scatole nere”, se presenti e disponibili. Poi sarà necessario ricostruire cinematicamente l’incidente: posizione dei mezzi, velocità, traiettorie e modalità dell’impatto. Elementi indispensabili per comprendere cosa sia accaduto nei momenti immediatamente precedenti alla collisione.
La linea della difesa: prudenza
L’avvocato Simone Romano invita a non trasformare gli elementi ancora parziali in conclusioni definitive. “Non vi è ancora alcuna ricostruzione definitiva del tragico evento e gli accertamenti sono tuttora in corso”, sottolinea. Il legale ribadisce che “ci troviamo in una fase del tutto preliminare degli accertamenti” e che Procura e difese stanno lavorando attraverso i rispettivi consulenti. Da qui anche l’invito a “evitare ricostruzioni anticipate o attribuzioni di responsabilità prima che siano disponibili gli esiti degli accertamenti tecnici”.
Sessanta giorni per arrivare alle prime risposte
Il lavoro dei consulenti proseguirà dunque nelle prossime settimane. I sessanta giorni concessi per il deposito delle conclusioni rappresentano il primo orizzonte temporale dell’attività tecnica. Nel frattempo resta il dolore per la morte di Domenico Campana e la preoccupazione per le condizioni di Maria Francesca, ancora ricoverata a Catanzaro. La Procura dovrà ora mettere insieme tutti gli elementi: l’esito dell’autopsia, i dati tecnici e la ricostruzione dell’incidente. Saranno questi accertamenti, e non le ipotesi, a stabilire come si sia consumata quella tragica collisione all’imbocco del porto di Vibo Marina.




