I Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno condotto una vasta manovra info-operativa per contrastare le infiltrazioni mafiose nell’economia legale della costa vibonese. I controlli, svolti in collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro, il NAS e il Gruppo Forestali, hanno passato al setaccio le concessioni demaniali marittime e le attività imprenditoriali collegate lungo i comuni di Pizzo, Vibo Valentia, Briatico, Parghelia, Tropea, Ricadi, Joppolo e Nicotera. Gli accertamenti hanno fatto emergere sette concessioni rilasciate a soggetti sprovvisti dei requisiti antimafia o colpiti da interdittiva, oltre ad altri otto casi con un concreto rischio di infiltrazione mafiosa segnalati alla Prefettura. Per sei titolari che avevano attestato falsamente il possesso dei requisiti è scattata anche la segnalazione alla Procura della Repubblica.
Irregolarità demaniali, occupazioni abusive e criticità ambientali
Sul fronte delle autorizzazioni, i militari hanno accertato che ventuno stabilimenti balneari operavano in totale assenza del contratto di concessione, mentre in tre strutture era presente un sub-ingresso non autorizzato ad altro soggetto giuridico. Per queste violazioni è stato avviato l’iter per i provvedimenti di decadenza presso i Comuni competenti. Nel corso delle verifiche sono stati inoltre individuati manufatti ed opere edilizie abusive realizzate su suolo demaniale, unitamente a gravi irregolarità negli impianti fognari e nella gestione dei rifiuti.
Lavoro nero e cibo sequestrato: scattano le sospensioni
L’operazione ha fatto luce anche su pesanti violazioni in materia di tutela dei lavoratori e sicurezza alimentare. I Carabinieri hanno sorpreso trentuno lavoratori irregolari, di cui cinque completamente “in nero”, disponendo la sospensione di tre attività imprenditoriali e contestando la mancata formazione e sorveglianza sanitaria per il personale. Massima attenzione è stata data infine alla salute dei consumatori: il NAS ha sequestrato oltre 460 chili di prodotti alimentari privi di tracciabilità o conservati in cattive condizioni igienico-sanitarie.



