Caos accessi all’aeroporto di Lamezia, il Codacons punta il dito contro la gestione dei parcheggi

Polemiche sul sistema di controllo dello scalo lametino: utenti chiamati a pagare anche se restano pochi minuti. Sotto accusa la mancanza di trasparenza sui tre ingressi giornalieri al posto dei 20 minuti gratis pubblicizzati

Una presunta “mancanza di trasparenza” e “informazioni ingannevoli per gli automobilisti”: è questa l’accusa formale lanciata dal Codacons sulla gestione del sistema di controllo automatico degli accessi all’aeroporto di Lamezia Terme. Al centro della contestazione ci sarebbe una “netta discrepanza tra quanto promesso dalla segnaletica stradale e quanto effettivamente applicato dai sistemi elettronici. Se da un lato la cartellonistica verticale posta agli ingressi indica chiaramente che la permanenza è gratuita per i primi venti minuti – fa sapere il Codacons – dall’altro moltissimi utenti si sono visti recapitare richieste di pagamento pur essendo rimasti nell’area interna solo per pochissimi minuti”.

L’anomalia è stata spiegata dalla società che gestisce i controlli, la Park & Control: il costo non è legato al superamento del tempo limite, ma al superamento di un tetto massimo di tre accessi giornalieri stabilito dal regolamento interno. “Una clausola che – denuncia l’associazione dei consumatori – è di fatto invisibile sui cartelli principali situati all’ingresso della zona a traffico controllato (Ztc), costringendo i conducenti a cercare codici QR o siti web esterni mentre si trovano alla guida”.

L’affondo del Codacons: sosì si spennano i cittadini

Sulla vicenda è intervenuto il vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto, ricordando che l’associazione aveva già diffidato Enac, Sacal, Comune di Lamezia Terme e Prefettura di Catanzaro prima dell’avvio del sistema proprio per chiedere regole specchiate e varchi chiari. “Le regole che comportano sanzioni devono stare davanti agli occhi dell’utente, non nelle pieghe di un regolamento. Se il cartello parla di 20 minuti e la richiesta di pagamento arriva dopo un transito di pochi minuti, non siamo davanti a un abuso dell’automobilista, ma a un problema serio di conoscibilità e trasparenza”.

Di Lieto rimarca che l'”obiettivo non è contestare la lotta alla sosta selvaggia all’interno dello scalo, che resta utile, ma impedire che i controlli si trasformino in una penalizzazione ingiustificata per i passeggeri e per chi li accompagna. In Calabria si parla di turismo, accoglienza e rilancio. Ma di quale accoglienza parliamo se chi arriva in aeroporto viene informato di una cosa e poi chiamato a pagare per un’altra? Non è tollerabile che la viabilità pubblica venga trasformata in un casello privato per fare cassa sulla pelle dei cittadini. Un aeroporto deve accogliere. Non spennare”.

Le contromisure: istanza di blocco e annullamento in autotutela

Per arginare la scia di addebiti, l’associazione dei consumatori ha avviato un’azione formale indirizzata a Park & Control, Sacal ed Enac. L’istanza prevede la sospensione immediata dell’invio di tutte le richieste di pagamento basate unicamente sul computo degli ingressi giornalieri laddove l’utente sia rimasto dentro la fascia dei venti minuti e non sia stato informato prima del varco sulla soglia dei tre accessi. Contestualmente, viene richiesto l’annullamento in autotutela di tutte le pratiche e le procedure di addebito già avviate fino a questo momento, insieme all’adeguamento istantaneo dei cartelli stradali posizionati agli ingressi dello scalo con l’esplicitazione chiara di tutte le reali condizioni economiche.

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