Consiglio regionale, la maggioranza boccia la mozione dell’opposizione sul caro carburanti

Il capogruppo di Tridico Presidente, Enzo Bruno, denuncia la chiusura della giunta sulle richieste dei presìdi che attraversano la Calabria. Dodici i punti avanzati dalla minoranza
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“Negare il confronto significa, di fatto, bocciare le rivendicazioni degli agricoltori e delle imprese in difficoltà. Chi protesta per continuare a lavorare merita risposte, non una porta chiusa”. Lo afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, dopo il mancato via libera alla discussione della mozione sottoscritta da tutti e dieci i consiglieri di opposizione sugli interventi urgenti a sostegno delle imprese calabresi.

L’assemblea consiliare ha registrato lo stop alla trattazione del documento. “Abbiamo chiesto di portare in Consiglio le ragioni dei presìdi che in questi giorni hanno attraversato la Calabria”, prosegue Bruno. “Volevamo un confronto trasparente, affinché l’Assemblea potesse dare una risposta alle difficoltà dei produttori, degli operatori economici e delle famiglie. La maggioranza ha scelto di non affrontare questa discussione, respingendo nei fatti la richiesta di ascolto che arriva dai territori”.

I dodici punti della proposta per le categorie in difficoltà

La mozione respinta dall’aula proponeva dodici impegni concreti, a partire dall’istituzione di un tavolo permanente con i rappresentanti delle proteste e le organizzazioni delle categorie interessate, da convocare entro quindici giorni dall’approvazione. Il testo chiedeva inoltre di sollecitare Governo e Parlamento sulla sospensione temporanea delle accise, sulla riduzione al 10% dell’IVA sui carburanti e sulla tassazione straordinaria degli extraprofitti energetici per finanziare gli interventi.

Sul piano strettamente regionale, il documento proponeva di valutare aiuti straordinari per i maggiori costi di carburante ed energia, individuando le coperture nel rispetto delle regole europee. Per sostenere la liquidità delle aziende, venivano sollecitate garanzie e l’abbattimento degli interessi sui prestiti, anche tramite Fincalabra, oltre a una valutazione sulle moratorie per i finanziamenti regionali e procedure più rapide per il gasolio agricolo agevolato e i contributi, con anticipi dei pagamenti PAC tramite ARCEA nella misura massima consentita.

Tra filiere, fauna selvatica e transizione energetica

Tra le priorità inserite nella piattaforma figuravano inoltre accordi di filiera per una remunerazione adeguata dei produttori, controlli rigorosi sulle importazioni e sulla tracciabilità, indennizzi più rapidi e commisurati ai danni provocati dalla fauna selvatica, nonché l’attuazione effettiva dei piani di contenimento dei cinghiali. Il documento prevedeva infine investimenti mirati in efficienza energetica e fonti rinnovabili, con l’obbligo di presentare una relazione al Consiglio entro sessanta giorni dall’approvazione.

“Non un elenco di promesse, ma una piattaforma con tempi, responsabilità e verifiche”, sottolinea il capogruppo. “Abbiamo distinto ciò che la Regione può fare direttamente dalle misure da sollecitare al Governo. La maggioranza avrebbe potuto discutere, proporre modifiche e assumere impegni. Ha invece impedito che questo confronto avesse luogo”.

“Dietro ogni presidio ci sono lavoro, famiglie e comunità”, conclude Bruno. “Continueremo a portare queste istanze nelle istituzioni: chi governa la Calabria non può limitarsi agli annunci e sottrarsi al confronto sulle risposte concrete”.

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